Il testamento biologico compie otto anni: una conquista civile
Dal 31 gennaio 2018 l’Italia riconosce il valore della dignità umana nelle scelte di fine vita attraverso le DAT La…
Dal 31 gennaio 2018 l’Italia riconosce il valore della dignità umana nelle scelte di fine vita attraverso le DAT
La storia della medicina italiana ha vissuto una svolta fondamentale il 31 gennaio 2018 quando è entrata ufficialmente in vigore la legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento. Questo traguardo legislativo rappresenta il punto di arrivo di un percorso etico complesso che ha finalmente allineato i progressi tecnologici della scienza con i diritti inalienabili dell’individuo. Grazie a questa norma il paziente non è più un soggetto passivo delle terapie ma diventa il protagonista consapevole del proprio percorso di cura anche per il futuro.
Fondazione Umberto Veronesi
Ogni cittadino maggiorenne può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari. Qualora dovesse sopraggiungere una condizione di incapacità fisica o mentale, le indicazioni lasciate precedentemente diventano il faro guida per i medici e per i familiari. La Fondazione Umberto Veronesi sottolinea spesso come questa legge sancisca il fatto che la dignità del malato sia a tutti gli effetti parte integrante del suo diritto alla salute.

Una preziosa opportunità e non un obbligo
Dietro la stesura di questo testo si celano anni di battaglie civili e dibattiti accesi che hanno coinvolto l’opinione pubblica e le aule parlamentari. La stesura delle DAT costituisce un’opportunità preziosa e non un obbligo, garantendo la massima libertà d’azione al cittadino.
Le disposizioni si presentano come un atto del tutto volontario che l’autore può revocare o modificare in qualsiasi momento a seconda delle proprie convinzioni. Molte persone scelgono oggi di depositare le proprie volontà presso i comuni di residenza o tramite notai, assicurando così che i propri valori vengano rispettati. Questa legge ha segnato l’inizio di un rapporto più maturo tra la medicina e la persona, dove il limite terapeutico incontra il rispetto della volontà umana.
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