Scoppia il caso politico a San Lorenzo in Lucina dopo il restauro

Nel cuore di Roma, tra le navate silenziose della Basilica di San Lorenzo in Lucina, un dettaglio artistico ha scatenato uno strano caso tra il sacro e il profano. Un angelo, recentemente restaurato, sembra mostrare tratti somatici sorprendentemente vicini a quelli del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La vicenda è emersa grazie a un’inchiesta de La Repubblica, che ha sollevato dubbi su quello che un tempo appariva come un cherubino dai tratti generici e oggi svetta con lo sguardo della premier.

La figura alata non si limita a una vaga somiglianza nel volto, ma regge tra le mani un cartiglio decorato con il disegno dello Stivale italiano. Questa coincidenza iconografica ha immediatamente trasformato un’opera di restauro in un acceso caso politico, alimentando discussioni sulla presunta “canonizzazione” artistica della leader di Fratelli d’Italia. Mentre i turisti iniziano a scattare foto incuriositi, gli esperti d’arte e i frequentatori abituali della parrocchia si dividono tra chi grida all’omaggio voluto e chi vede solo una casualità morfologica.

La somiglianza c’è…

Il parroco della Basilica, interpellato sulla questione, non ha potuto fare a meno di riconoscere l’evidenza con una punta di onestà intellettuale. “In effetti la somiglianza c’è”, ha ammesso il sacerdote, pur mantenendo un profilo prudente sulla natura intenzionale del lavoro.

Tuttavia, il protagonista tecnico della vicenda respinge fermamente ogni accusa di piaggeria o intento celebrativo verso l’attuale governo. L’autore del restauro, Bruno Valentinetti, ha difeso il proprio operato spiegando di aver semplicemente riportato alla luce i tratti preesistenti. “Non è lei, io ho fatto il restauro di quello che c’era venticinque anni fa”, ha dichiarato categoricamente l’artista.

La premier ha accolto la notizia con una dose massiccia di sarcasmo tipico delle sue origini popolari. Giorgia Meloni ha infatti deciso di non ignorare il chiasso mediatico, postando la fotografia dell’angelo sui propri canali social per commentare con una battuta fulminea. 

Anche se, diciamo, la questione è quantomeno imbarazzante e surreale.

Dario Lessa

Leggi anche: Jovanotti è Commendatore: il prestigioso omaggio di Mattarella