Il giovane veneto protagonista a Cortina cancella il gelo di quella camminata forzata con l’emozione dell’alzabandiera mondiale

Il destino possiede un senso dell’umorismo sottile. La cronaca recente ci aveva consegnato l’immagine amara di ungiovane veneto abbandonato sul ciglio della strada da un autista troppo zelante. Per colpa di un biglietto considerato non idoneo, il ragazzino aveva dovuto percorrere sei chilometri a piedi nel freddo pungente delle Dolomiti arrivando a casa in uno stato di ipotermia. Quella sera il buio e il ghiaccio sembravano aver vinto sulla solidarietà, trasformando un semplice tragitto scolastico in una piccola odissea che ha sollevato un polverone di polemiche e indignazione nazionale.

L’alzabandiera insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri

Tuttavia la vita sa offrire risarcimenti clamorosi e oggi quella brutta avventura appare soltanto come un ricordo sbiadito dietro il bagliore delle torce olimpiche di Cortina. Durante la cerimonia che ha catturato l’attenzione dei media internazionali, lo stesso giovane ha calcato il palco principale con la fierezza di chi ha superato una prova difficile. Insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri e ai mitici campioni della staffetta d’oro di Torino 2006, il giovane ha partecipato attivamente al solenne rito dell’alzabandiera. 

Sorridente e visibilmente emozionato, il protagonista di questa vicenda ha guardato il vessillo italiano salire sul pennone mentre le telecamere di tutto il pianeta immortalavano la sua espressione felice. La madre ha confermato che il figlio era letteralmente al settimo cielo quando ha ricevuto l’invito ufficiale per partecipare a questo momento storico così significativo. Questa chiusura perfetta trasforma una storia di ordinaria indifferenza in una favola moderna capace di scaldare il cuore di chiunque abbia seguito la vicenda fin dall’inizio. 

Dario Lessa

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