Il direttore artistico  e conduttore Carlo Conti svela la rivoluzione visiva di Sanremo 2026: performance uniche e un mix di generi senza precedenti in stile Super Bowl

Manca sempre meno al ritorno sul palco dell’Ariston e Carlo Conti ha deciso di alzare l’asticella al Festival di Sanremo, puntando tutto sull’impatto visivo e sulla varietà musicale. In una recente intervista rilasciata a Vanity Fair, il conduttore toscano ha tracciato la rotta di quella che definisce una vera e propria metamorfosi della kermesse. L’idea centrale è ambiziosa: trasformare ogni singola esibizione dei cantanti in gara in un evento autonomo, ispirandosi alla spettacolarità degli halftime show del Super Bowl americano. Per raggiungere questo obiettivo, Conti ha coordinato un lavoro millimetrico tra regia, scenografia e lighting design, assicurando che ogni artista possa godere di un’atmosfera cucita su misura per il proprio brano, rendendo la gara un susseguirsi di mini show di altissimo livello produttivo.

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Dal rap puro al country, ecco come cambia la musica all’Ariston

Non è solo una questione di luci, ma di sostanza sonora. Carlo Conti ha introdotto il concetto di “bouquet” per descrivere la selezione musicale di quest’anno, caratterizzata da un mix di generi estremamente eterogeneo. Il pubblico dovrà prepararsi a un viaggio che spazia dal rock più graffiante al rap senza filtri, passando per ritmi latini, incursioni country e le immancabili ballad che da sempre costituiscono il cuore pulsante del Festival. Questa diversificazione non serve solo a intercettare i gusti delle diverse generazioni, ma punta a rendere Sanremo una vetrina universale della discografia contemporanea, capace di rompere gli schemi classici della competizione canora italiana per proiettarla in una dimensione internazionale.

Sfida agli ascolti: la serenità di Conti contro i record del passato

Sul fronte dell’audience, Carlo Conti ostenta una tranquillità invidiabile nonostante le insidie del calendario. Lo spostamento del Festival di tre settimane a causa delle Olimpiadi invernali porterà la kermesse a scontrarsi direttamente con le serate di Champions League, ma il direttore artistico non sembra temere la concorrenza del calcio. Consapevole del percorso di crescita costante iniziato nel 2015, Conti guarda ai numeri con distacco, dichiarando che il suo unico vero avversario è il record stabilito nella scorsa edizione. Con una filosofia improntata alla serenità, il conduttore ribadisce che l’importante è garantire la qualità del prodotto, pronto ad accettare qualsiasi verdetto dell’Auditel senza l’ansia di dover superare se stesso a ogni costo.

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