Dalla tragedia di Albenga al messaggio contro la violenza: la storia del giovane che ha commosso l’Italia intera

Il Festival di Sanremo 2026 si ferma per riflettere su una ferita aperta che attraversa il Paese. Durante la diretta di giovedì 26 febbraio, il palco dell’Ariston ha accolto la testimonianza di Paolo Sarullo, il venticinquenne ligure diventato simbolo della lotta contro il bullismo. La kermesse ha scelto di dedicare un momento centrale della scaletta a questo racconto per trasformare il dolore individuale in una consapevolezza collettiva.

La vicenda di Paolo inizia in una drammatica notte di maggio del 2024, quando un gesto di inaudita violenza ha spezzato i sogni di un ragazzo solare. Mentre rientrava a casa dopo una serata spensierata con un amico, un branco di coetanei lo ha circondato per rubargli un banale monopattino elettrico. Un singolo pugno al volto lo ha scaraventato a terra con estrema violenza, causando un impatto fatale della testa contro l’asfalto e una gravissima emorragia cerebrale.

Dopo il coma il brutto risveglio di Paolo

I soccorsi immediati e i complessi interventi chirurgici eseguiti all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure gli hanno permesso di sopravvivere miracolosamente a un lungo coma. Tuttavia, quel risveglio ha segnato l’inizio di una battaglia quotidiana durissima contro la tetraplegia e le pesanti compromissioni cognitive che oggi limitano la sua autonomia. Paolo Sarullo non può più correre o cantare a squarciagola i successi di Ultimo come faceva un tempo, ma comunica ora attraverso piccoli gesti carichi di significato.

“Mio figlio è un guerriero che non si arrende mai, nonostante quel buio abbia cercato di portarselo via per sempre,” ha dichiarato commossa la madre Miranda.

La donna ha scelto di lasciare il proprio impiego per dedicarsi totalmente alle cure del figlio nella loro nuova casa di La Spezia. L’incontro tra Paolo e la produzione del Festival è nato dal desiderio di mostrare il volto reale della violenza giovanile. Gli organizzatori hanno voluto fortemente questo collegamento per ricordare che dietro ogni atto di prepotenza rimangono vite stravolte e famiglie costrette a ricominciare da zero.

La voce di chi non può parlare

Oggi Paolo Sarullo rappresenta la voce di chi non può più parlare, un monito vivente contro la ferocia gratuita che troppo spesso riempie le pagine di cronaca. La sua presenza virtuale al Festival ha dimostrato che la musica può ancora essere un ponte fondamentale per unire le persone attorno a valori profondi. Il pubblico ha risposto con un applauso infinito, un abbraccio ideale che ha unito idealmente Sanremo a tutta l’Italia nel segno della speranza.

Dario Lessa

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