La citisina è un farmaco di origine vegetale sempre più utilizzato come supporto per smettere di fumare. Agisce sui recettori della nicotina nel cervello riducendo il desiderio di sigaretta e alleviando i sintomi dell’astinenza. In un contesto in cui il numero di fumatori rimane ancora significativo, anche in Italia, rappresenta una delle opzioni terapeutiche disponibili per facilitare il percorso di disassuefazione dal tabacco. Tuttavia, il suo utilizzo può essere associato anche a effetti collaterali, generalmente lievi ma possibili, che è importante conoscere e valutare con il supporto medico. Ecco cos’è e come funziona.

La situazione dei fumatori in Italia

Il tabagismo resta un problema importante in Italia. Secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e altre fonti sanitarie, circa un italiano su quattro è un fumatore abituale, con una percentuale che si attesta intorno al 24% della popolazione adulta. Questo dato riflette un numero di fumatori che si mantiene elevato e che in anni recenti ha mostrato anche segnali di crescita rispetto al passato.

Il consumo di prodotti a base di nicotina non si limita alle sigarette tradizionali: una quota significativa di giovani utilizza anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, contribuendo a un fenomeno di policonsumo che preoccupa gli operatori sanitari.

È possibile stimare la differenza in termini di aspettativa di vita tra chi fuma e chi non fuma. Secondo una ricerca pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, interrompere il consumo di sigarette comporta un guadagno significativo di anni di vita, indipendentemente dall’età in cui si smette. In particolare, un individuo che smette di fumare a 35 anni può recuperare circa 8 anni di vita in salute; chi smette a 45 anni circa 5,6 anni; a 55 anni circa 3,4 anni; mentre a 65 anni il beneficio si riduce a circa 1,7 anni.

Cos’è la citisina e come funziona

La citisina è un principio attivo di origine naturale utilizzato come farmaco per aiutare a smettere di fumare. Estratta dalla pianta Cytisus laburnum (maggiociondolo), agisce sul sistema nervoso centrale in modo simile alla nicotina, ma con effetti meno intensi e un profilo di tollerabilità generalmente favorevole. Recentemente è stata approvata dall’AIFA ed è stata inserita in Gazzetta Ufficiale, rendendo il farmaco disponibile e rimborsabile per i fumatori italiani che intendono smettere tramite i centri antifumo del Servizio sanitario nazionale.

La citisina funziona legandosi ai recettori nicotinici nel cervello, in particolare quelli di tipo α4β2, gli stessi a cui si lega la nicotina del tabacco. Questo legame parziale stimola il rilascio di dopamina, l’ormone associato al piacere, in misura ridotta rispetto alla nicotina, aiutando così a ridurre il desiderio di fumare e attenuare i sintomi di astinenza. In pratica, il farmaco “mima” parzialmente l’effetto della nicotina, rendendo più gestibile il percorso di cessazione del fumo e diminuendo la gratificazione associata alla sigaretta.

La citisina: gli effetti collaterali del farmaco per smettere di fumare

Tuttavia, l’uso della citisina non è privo di rischi. Pur essendo generalmente ben tollerata, può causare effetti collaterali in alcune persone. Tra i più comuni si segnalano mal di testa, nausea, vomito, vertigini, astenia, bruciore di stomaco e tachicardia. In rari casi possono manifestarsi disturbi gastrointestinali o debolezza muscolare. È fondamentale seguire la prescrizione medica, soprattutto in presenza di patologie preesistenti o in caso di gravidanza e allattamento.