Cos’è la ricina e perché è considerata una sostanza altamente tossica
Ultimamente si parla molto della ricina per via di un fatto di cronaca accaduto a Campobasso. Scopriamo di cosa si tratta.
La ricina è una sostanza altamente tossica e pericolosa, un veleno per cui non c’è antidoto. Se ne è parlato recentemente a causa di un caso di cronaca: la morte di una donna e di sua figlia a Campobasso, causata proprio da questo veleno.
La ricina: cos’è e perché è letale
La ricina è un ingrediente tristemente noto nei casi di cronaca e nelle serie tv “crime”. Un veleno potente che durante la Guerra Fredda è stato studiato a lungo come possibile agente di armi biologiche di massa. Si tratta di una fitotossina, proteina tossica di origine vegetale che viene estratta dai semi della pianta di ricino, molto diffusa anche nei climi mediterranei. I semi sono velenosi e letali, mentre l’olio di ricino non è tossico perché la ricina è idrosolubile e rimane nel materiale di scarto dopo la spremitura. Si tratta di un veleno molto particolare, perché non lascia quasi nessuna traccia nel sangue delle vittime e non esiste un antidoto.
La ricina, a livello biochimico, è classificata come una proteina in grado di disattivare i ribosomi, quella parte della cellula che sintetizza le proteine. Il veleno attacca in due fasi diverse ed è immediatamente letale. Prima di tutto si lega alla superficie cellulare, cercando di ingannare la cellula per farsi assorbire. Una volta dentro, attacca direttamente i ribosomi interrompendo la sintesi proteica. Le cellule, senza proteine, non possono sopravvivere o replicarsi e questo porta in poco tempo alla morte cellulare e al collasso degli organi.
La ricina, conosciuta nel mondo della cronaca: perché è pericolosa?
La ricina è una sostanza velenosa e potente. Nel caso di iniezione la ricina porta a una morte rapidissima a causa del collasso del sistema circolatorio e degli organi. Nel caso di inalazione la pericolosità è molto alta perché il veleno causa difficoltà respiratoria, edemi polmonari e febbre. Se viene ingerita causa diarrea emorragica, vomito, disidratazione e insufficienza renale, per poi portare alla morte in circa 3 o 5 giorni dall’esposizione iniziale.
La ricina è conosciuta nel mondo della cronaca. Questo veleno è stato usato per uccidere i dissidenti russi, ma è ancora oggi usato per minacce postali negli Stati Uniti. I presidenti e i politici hanno ricevuto diverse lettere cosparse di veleno. Negli anni della Seconda guerra mondiale e della Guerra fredda l’esercito americano e quello iracheno hanno tentato di sviluppare delle armi biologiche di massa sfruttando il potente veleno della ricina. In queste settimane ne abbiamo sentito parlare per la triste vicenda della morte di Antonella Di Jelsi e della figlia 15enne Sara Di Vita, che sono morte a Campobasso dopo il pranzo di Natale. Inizialmente si pensava fosse stata un’intossicazione alimentare, ma dopo mesi sono state trovate tracce di ricina nel loro sangue.