Skincare genderless, perché la bellezza viaggia su un solo binario
La genderless beauty non è una moda del momento, ma è il riflesso di un cambiamento sociale e culturale, volto all’inclusione: sul nuovo numero di Novella 2000 la make-up artist Simona Toni lo spiega molto bene.
Perché la skincare genderless è fondamentale per la comunità lgbtqia+? Per chi affronta un percorso di affermazione di genere è liberatorio usare prodotti genderless, poiché ci si focalizza sui principi attivi che si usano, senza doversi indirizzare su prodotti “maschili” o “femminili”, riducendo eventuali ansie d’acquisto.
Skincare genderless, prodotti per tutt* senza ansie
Chi si sottopone a terapie mascolinizzanti con testosterone vede un drastico aumento della produzione di sebo, con acne e punti neri spesso molto evidenti. In questo caso, la pelle ha bisogno di essere pulita e idratata, con prodotti dalla texture super-leggera e con acido ialuronico. Chi, invece, si sottopone a terapia femminilizzante con estrogeni vede la pelle diventare più delicata, sensibile e secca. In questo caso, è necessario l’utilizzo di creme “ricche” che leniscono i rossori e idratano in profondità. Inoltre, gli estrogeni sono foto sensibilizzanti, quindi la pelle del viso ha bisogno un SPF 50+.
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Per scoprire tutto sulla skincare e i migliori prodotti in commercio, trovare l’articolo completo della make-up artist Simona Toni sul numero di Novella 2000 ora in edicola.
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