Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese Al-Akhbar i due leader avrebbero siglato un accordo segreto per l’invio di un monito militare senza precedenti contro l’Iran

L’incontro avvenuto a Mar-a-Lago tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu sembra aver tracciato una nuova e pericolosa linea rossa negli equilibri già precari del Medio Oriente. Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese Al-Akhbar, storicamente vicino ad ambienti legati a Hezbollah, i due leader avrebbero siglato un accordo segreto per l’invio di un monito militare senza precedenti contro l’Iran. Le indiscrezioni giungono da fonti internazionali che avrebbero allertato le autorità di Beirut su una possibile escalation pronta a esplodere se Teheran non dovesse arretrare drasticamente sulle proprie posizioni strategiche.

Intesa tra Washington e Gerusalemme

L’intesa tra Washington e Gerusalemme si baserebbe su condizioni molto rigide che non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche ambigue o lunghe attese burocratiche. Il patto prevede infatti l’avvio di un’operazione militare congiunta qualora la Repubblica Islamica non decidesse di interrompere immediatamente e in modo verificabile ogni attività legata al suo programma nucleare. Oltre alla questione dell’arricchimento dell’uranio, Trump e Netanyahu avrebbero concordato la necessità di troncare definitivamente il sostegno finanziario e militare che l’Iran garantisce ai suoi storici alleati regionali.

Fonti vicine ai negoziati suggeriscono che Netanyahu abbia presentato rapporti dettagliati sui progressi tecnologici di Teheran, convincendo il presidente americano della necessità di un intervento risolutivo. Questo scenario si inserisce in un contesto dove il Medio Oriente e Gaza rimangono ferite aperte, con il rischio concreto che il conflitto possa allargarsi su scala continentale.

I retroscena rivelano inoltre che le autorità libanesi seguono con estrema preoccupazione l’evolversi della situazione, temendo che il Paese diventi il primo terreno di scontro in caso di rappresaglia. La minaccia di un attacco diretto ai siti sensibili iraniani rappresenta un punto di non ritorno che cambierebbe per sempre il volto della geopolitica mondiale e della sicurezza energetica. Resta ora da capire se questa fuga di notizie servirà come deterrente o se accelererà i preparativi per un confronto armato che molti osservatori ritengono ormai imminente.

Dario Lessa