Addio a Gianluigi Armaroli: il Tg5 piange la scomparsa del suo storico inviato
Si è spento a 77 anni uno dei volti più autorevoli dell’informazione Mediaset. Dal debutto radiofonico alla redazione di Enrico…
Si è spento a 77 anni uno dei volti più autorevoli dell’informazione Mediaset. Dal debutto radiofonico alla redazione di Enrico Mentana, la storia di un cronista che ha raccontato l’Italia con eleganza e rigore
Il mondo del giornalismo televisivo perde uno dei suoi interpreti più raffinati e discreti. Gianluigi Armaroli si è spento all’età di 77 anni, lasciando un vuoto profondo nella grande famiglia di Mediaset. La notizia della sua scomparsa è stata affidata alla sobrietà di un messaggio di Clemente Mimun, direttore del Tg5, che con poche ma sentite parole ha salutato l’amico e collega di mille battaglie professionali. Armaroli non era solo un giornalista, ma un testimone oculare di decenni di cronaca, un uomo che aveva saputo trasformare il microfono in uno strumento di analisi puntuale e mai urlata.
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Dalla scenografia alla redazione: un’anima artistica prestata alla notizia
Nato a Bologna nel novembre del 1948, Armaroli portava con sé una sensibilità eclettica che affondava le radici negli studi all’Accademia di Belle Arti. Quella formazione in scenografia non rimase un capitolo chiuso, ma influenzò la sua capacità di “mettere in scena” la notizia con un occhio attento all’estetica del racconto. Prima di diventare il cronista che tutti abbiamo imparato a conoscere, aveva mosso i primi passi come attore radiofonico a Radio Rai, per poi scoprire la vocazione per il giornalismo sul finire degli anni Settanta. Dalle prime esperienze nelle emittenti bolognesi fino al passaggio al gruppo Fininvest nel 1984, la sua ascesa è stata costante.
Vent’anni di cronaca
Il 1992 rappresenta lo spartiacque definitivo della sua carriera. Con la nascita del Tg5 sotto la direzione di Enrico Mentana, Armaroli diventa il punto di riferimento imprescindibile dall’Emilia Romagna. Per vent’anni è stato gli occhi e la voce di quella regione, capace di districarsi con la medesima competenza tra la cronaca nera più serrata e le delicate dinamiche della politica locale. La sua quarantennale carriera si è conclusa con il meritato ritiro a Pesaro, dove viveva accanto alla moglie Daniela, ma il suo stile giornalistico – fatto di garbo, precisione e una presenza scenica mai invasiva – è rimasto un punto di riferimento per le nuove generazioni di inviati.
Il ricordo dei colleghi
In queste ore, il cordoglio viaggia veloce tra le redazioni. Non sono solo i grandi nomi del giornalismo a piangerlo, ma anche i tecnici, i cameraman e tutti quegli operatori che con lui hanno condiviso attese e dirette dell’ultimo minuto.