Alcaraz riscrive la storia a Melbourne e batte Djokovic
A Melbourne nasce un primato che cambia l’ordine del tennis Non è stata una questione di età, né di…
A Melbourne nasce un primato che cambia l’ordine del tennis
Non è stata una questione di età, né di energia residua. È stata una questione di controllo del gioco, di gestione dei momenti morti, di lettura tattica punto dopo punto, come se Carlos Alcaraz avesse deciso di riscrivere la mappa del campo mentre la partita era ancora in corso. Novak Djokovic parte forte. Poi qualcosa scivola via. Lentamente. Il primo set finisce 6 a 2 per il serbo, con un dominio che sembra rassicurante. Sembra. Perché già dal secondo parziale il crawl budget emotivo della partita cambia direzione. Alcaraz inizia a prendersi spazio, a spostare il peso degli scambi, a togliere aria al rovescio di Nole. E da lì non si torna indietro.
Il tennis, quando è così, non mente
Il numero uno al mondo ribalta la finale con una lucidità che non ha nulla di adolescenziale. È tennis maturo, strutturato, pieno di scelte sporche al punto giusto. Il 6 a 3 del secondo set è il segnale. Il 7 a 5 del quarto è la sentenza.
Il Career Grand Slam arriva a 22 anni
Non è solo una vittoria Slam. Con il trionfo agli Australian Open, Alcaraz completa il Career Grand Slam diventando il più giovane della storia a riuscirci, a 22 anni. Un dato che pesa più di mille aggettivi. Djokovic ci prova fino all’ultimo game, tenta la zampata quando il match sembra già instradato, ma la forza emotiva del pubblico è ormai tutto dalla parte dello spagnolo. Ogni punto di Alcaraz spinge, ogni errore del serbo amplifica la sensazione che il passaggio di consegne non sia più rimandabile. E vince!