Il miliardario fantasma sul trono d’Italia con un patrimonio di 42 miliardi

Andrea Pignataro è ufficialmente l’uomo più ricco d’Italia secondo l’ultima classifica in tempo reale di Forbes, superando lo storico primato di Giovanni Ferrero. Il finanziere bolognese ha accumulato un patrimonio strabiliante di 42,8 miliardi di dollari, distaccando il re della Nutella di circa mezzo miliardo dopo anni di dominio assoluto. Eppure, nonostante questa cifra astronomica, il volto del nuovo primatista resta un enigma per la quasi totalità dei suoi connazionali e della stampa generalista.

Un genio dei numeri

La scalata al vertice di Pignataro rappresenta un caso di studio unico nel mondo del capitalismo moderno. Egli ha dimostrato che il successo più estremo può germogliare nel più assoluto riserbo, lontano dai salotti televisivi e dai feed dei social network. La sua storia inizia a Bologna nel 1970, dove si laurea in economia prima di volare a Londra per un dottorato in matematica all’Imperial College. Chi lo ha frequentato durante gli anni universitari lo descrive come un genio dei numeri dotato di una memoria prodigiosa e analitica.

Nel 1999 nasce la Ion Group

Persino l’economista Francesco Giavazzi, che lo esaminò in un test di matematica a Bologna, rimase folgorato dalle capacità fuori dal comune di quel giovane studente. “Mi colpì immediatamente per la sua incredibile attitudine quantitativa e la velocità di calcolo,” avrebbe confidato anni dopo il professore a chi cercava tracce del passato del finanziere. Dopo un’esperienza formativa come broker presso la Salomon Brothers a Wall Street, Pignataro ha intuito prima di chiunque altro la rivoluzione tecnologica in arrivo. Nel 1999 ha fondato Ion Group, una realtà che oggi rappresenta il cuore dei mercati finanziari globali attraverso software e algoritmi sofisticati.

Oggi Ion Group fornisce infrastrutture tecnologiche cruciali a giganti come Amazon e Microsoft, oltre a servire circa il 30% delle banche centrali di tutto il mondo. Nonostante gestisca asset per un valore stimato di 30 miliardi di dollari, Andrea Pignataro continua a vivere tra Saint Moritz e Londra mantenendo un profilo bassissimo. Le rare fotografie di Pignataro in circolazione sono datate e le interviste concesse si limitano a pochissime battute tecniche rilasciate esclusivamente a testate finanziarie specializzate.

Una strategia di acquisizioni seriali di aziende non quotate, come Dealogic e Fidessa, hanno reso Ion un colosso. La sua cassaforte personale, la Bessel Capital con sede in Lussemburgo, ha registrato recentemente utili record con una crescita superiore al 140% in un solo anno. Andrea Pignataro rimane così il simbolo di un potere invisibile ma onnipresente, un uomo che possiede le chiavi dei mercati globali pur restando un perfetto sconosciuto.

Dario Lessa

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