Andrea Sempio a Verissimo: “C’è chi mi vuole colpevole e chi innocente”
Nuove dichiarazioni dell’indagato nel caso Chiara Poggi: Andrea Sempio commenta i supertestimoni, il bigliettino misterioso e la vita dopo l’indagine…
Nuove dichiarazioni dell’indagato nel caso Chiara Poggi: Andrea Sempio commenta i supertestimoni, il bigliettino misterioso e la vita dopo l’indagine
L’anno più difficile della sua vita
Intervistato da Silvia Toffanin a Verissimo, Andrea Sempio ha raccontato i momenti più duri degli ultimi anni. «Sì, questa volta è la più difficile quella definitiva», ha detto riferendosi al 2025, il terzo anno in cui si trova indagato. «Sono stato contattato dai carabinieri e non rispondevo, pensavo fosse un anonimo. C’era scritto l’accusa, ‘omicidio in concorso’, nei confronti di Chiara Poggi. In quei casi si “rivive” la vita».
Riguardo all’odio intorno a sé, Sempio ha aggiunto: «Nella vita quotidiana no, sui social tantissimo. C’è gente che vuole festeggiare la mia condanna. Io mi aspetto il rinvio al giudizio e in udienza preliminare puntiamo al proscioglimento».
Ha spiegato la sua versione sulla perizia relativa alle unghie di Chiara Poggi: «Quando è uscita la perizia, una cosa che ha colpito molto è che entrambi le parti erano contente. Come è possibile? La base era sbagliata, è un elemento che non va né a favore né contro. Ho incontrato Chiara qualche volta, ero amico del fratello. Compatibilità del mio DNA? È una parte dei risultati usciti: ogni volta erano diversi». Sull’ipotesi di nuovi indagati, ha precisato: «Non so nulla a proposito. Vedremo, non so davvero nulla».
La casa e i supertestimoni
Riguardo alla frequenza nella casa di Chiara Poggi, Sempio ha raccontato: «Frequentavamo tutta la casa, nel salotto c’era la Playstation e in camera di Chiara c’era il pc con i giochi online. L’unica stanza in cui non sono mai entrati è quella dei genitori».
Sul ruolo attribuitogli dai media e sui cosiddetti supertestimoni ha detto: «Non so se mia mamma è stata male per il nome che le hanno fatto e collegato a esso. È una cosa che esce sempre dai giornali e da chi vuol mandare avanti il mistero. Il mio ruolo? Sono, mio malgrado, uno dei protagonisti: c’è chi mi vuole colpevole e chi innocente. Supertestimoni? vengano fuori e dicano quello che devono, non c’è problema per me». Riguardo al bigliettino misterioso che riportava la frase “Ho fatto qualcosa di terribile che non potete immaginare”, Sempio ha chiarito: «Avevo scritto ‘Fatto cose inimaginabili’. Io sto biglietto non l’ho mai visto e penso che si riferisse a una giornata per me molto caotica».
Il papà e la vita familiare
Sempio ha parlato anche della figura del padre e delle questioni economiche: «Non sono preoccupato per lui e i movimenti di denaro: servivano per pagare gli avvocati. Incrociando i dati torna tutto e non credo che quell’inchiesta verso mio padre si concluderà lì». Sulla responsabilità verso i genitori ha detto: «No, c’è più responsabilità. Ora sono tornato a vivere con loro. La mia vita non è rovinata: prima o poi ne esci. Non ho una compagna in questo momento. Fu una decisione sofferta interrompere con l’avvocato Lovati, ma gli tolsi il mandato perché avevamo idee diverse sulla linea difensiva».
Il rapporto con Chiara Poggi
A proposito di eventuali infatuazioni: «No, è tutta una cosa per portare avanti la telenovela. Le telefonate a Chiara? Cercavo di contattare Marco, poi rispondeva lei e le chiedevo informazioni sul fratello. Non ho mai avuto il suo numero di telefono. Un caso analogo capitò con l’amico del padre. L’avvocata Taccia? È una delle mie più grandi amiche». Sul rapporto con Marco, Sempio ha aggiunto: «Con Marco non ci vediamo più come prima. Quando la cosa è uscita sui giornali (l’avviso) lui mi ha chiamato dopo qualche ora e mi ha detto che era dispiaciuto e ci siamo fatti forza a vicenda. Al momento lavoro, ma c’è poco svago nella mia vita perché le persone che fanno parte della mia vita potrebbero avere delle conseguenze». Infine, sul futuro: «Mi piacerebbe che i miei avessero un nipotino. Forse però è un bene che non abbia ancora una famiglia: non avrei voluto che si trovassero in mezzo a ciò».
Ultima domanda della Toffanin
Chi ha ucciso Chiara Poggi? «Le sentenze dicono Alberto Stasi. Io non ho gli strumenti per metterle in dubbio. Per me quella è la verità».