Di Tiziana Cialdea

Brigitte Bardot: il ricordo del suo grande amico, lo scrittore Massimo Gargia

«Brigitte Bardot l’ho conosciuta tramite Françoise Sagan, che era molto legata a lei. Stranamente avevano due vite completamente differenti, ma si adoravano. La prima volta che l’ho vista è stato quando Françoise, con cui avevo una storia, mi ha portato per un weekend a casa sua a Saint-Tropez. Era nel pieno della sua bellezza fisica, anche se aveva già smesso di fare cinema». Massimo Gargia ha conosciuto B.B. a metà degli anni Settanta e, nel corso degli anni, ha coltivato un’amicizia che ha resistito al passare del tempo. «È stata una gran perdita. Era una donna veramente interessante, anche se da qualche anno avevamo smesso di vederci».

Dopo quel primo incontro, quando l’ha rivista? «Sono passati tanti anni, lei ha avuto la sua vita e io la mia. L’ho rivista quando ho cominciato ad andare molto a Saint-Tropez, tramite un mio amico, giornalista di Paris Match che le è sempre stato vicino. L’ho anche invitata alle mie feste, al mio compleanno, ma non è mai venuta. Ogni volta che la invitavo e lei rifiutava, mi mandava gli auguri con una lettera. Quando andavo a trovarla le portavo una cassa di champagne. A lei piaceva molto bere champagne. Glielo mandavo tutte le estati, sempre una cassa».

Secondo lei, perché si era ritirata dalla vita pubblica? «Ricordo che circa sette anni fa un mio amico arabo molto ricco dava una cena e mi aveva detto di offrirle 150.000 dollari per la sua fondazione a tutela degli animali se solo fosse venuta a prendere un drink al suo party per 10-15 minuti. Doveva solo entrare per farsi fotografare con lui. Le ho offerto 150.000 dollari e lei? Non li ha voluti. Non usciva più ormai da anni e anni. Il motivo? Era una donna molto intelligente. Ha considerato che la sua carriera era fondata sulla sua bellezza. Diciamo la verità: non ha fatto una carriera da attrice. Perciò si è sentita un po’ a disagio a una certa età. Molto intelligentemente, come Greta Garbo, ha pensato di ritirarsi dalla scena perché aveva il senso del ridicolo. A un certo punto ha capito che invecchiando era meglio lasciare la scena».

Quando è stata l’ultima volta che l’ha vista? «L’ultima volta è stata all’ultima festa che ha dato per il suo settantesimo compleanno in settembre, che purtroppo coincideva con i funerali di Françoise Sagan. Sono andato al suo compleanno e sono stato criticatissimo per aver disertato i funerali. Ma non amo i funerali e non credo che la presenza faccia piacere alla persona che è morta. Tra far piacere alla Bardot per il suo compleanno o andare ai funerali, ho scelto la prima opzione: era il 2004. La festa era su una spiaggia di Saint-Tropez che si chiamava “Le Duo Gémeaux” (I due gemelli). Siccome la Bardot non vedeva nessuno, non aveva invitato praticamente nessuno, tranne il suo parrucchiere, qualche amico, tre o quattro figli di amici. Lei era ancora molto bella, devo dire, malgrado gli anni. Ha ballato il flamenco durante la serata. È stata l’ultima serata in cui l’ho vista vivere in modo normale».

Perché la Bardot aveva questa simpatia per lei, tale da invitarla tra i pochi intimi della sua festa di compleanno? «Lei adorava Françoise Sagan. L’idea che io fossi stato l’amante o l’amore di Sagan le piaceva moltissimo. Si adoravano anche se erano l’opposto l’una dell’altra, come carattere e come stile di vita».

Ha un ricordo su quel primo weekend a casa sua? «Avevo molta fame perché il frigorifero era sempre vuoto e non si mangiava mai niente, solo insalata. Ho pensato che fosse molto avara. Siamo stati ospiti solo per due notti e i giornali avevano già dato la notizia appena siamo arrivati: era così famosa che tutti sapevano cosa facesse, chi vedesse… Non siamo mai usciti di casa, sempre lì senza mangiare».

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