Gualdi Novella 2000 n. 19 2021

Belle da Vicino di Alessandro Gualdi: pappagorgia non ti temo

Come liberarsi dei bargigli sotto il mento: il dottor Alessandro Gualdi ci spiega con quali soluzioni dire addio all'antiestetica pappagorgia

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Pappagorgia. Già il nome popolare dà l’idea di abbondanza. Non quella del benessere, ma quella dell’eccesso. E il doppio mento è proprio questo: abbondanza di tessuto (pelle, grasso o entrambi). È un difetto estetico che riguarda sia gli uomini sia le donne.

In genere, però, le signore sono più attente nella cura e nella prevenzione. Quindi, statisticamente, è più comune incrociare signori, magari non più giovanissimi, magari mai stati magrissimi, con un mento aggiuntivo sotto quello di dotazione alla nascita.

Disagio psicologico

È un difetto estetico – come dicevamo – che nella maggior parte dei casi non comporta altri disturbi se non quello di creare un’immagine che può non soddisfare il proprio gusto. Però è in una posizione molto in vista, che caratterizza in modo determinante la presenza.

Le statistiche confermano che la maggior parte delle persone con doppio mento provano imbarazzo, un disagio che può rendere faticosa la vita sociale.

Ovviamente, la prevenzione è sempre l’arma più efficace per mantenere un aspetto tonico. Mangiare bene, evitare fumo, troppo sole, troppo freddo. Mantenersi in forma con esercizio fisico aiutano a evitare che si formi anche il doppio mento.

Ma se nonostante ogni sforzo, genetica e tempo vincono comunque, allora si passa al piano B. La medicina e la chirurgia estetica possono fare molto per ridisegnare una figura che sia più in linea con l’aspetto che si desidera.

Lotta alla gravità

Innanzitutto, occorre distinguere tra le pliche di pelle che con l’andare degli anni si possono formare sul collo, sotto al mento, e il cuscino di grasso che invece è la cosiddetta “pappagorgia”.

Con il passare degli anni, inevitabilmente, la pelle si rilassa, perde elasticità, e la tonicità dei tessuti cede alla forza di gravità. Anche in faccia succede, ed è per questo che piano piano la pelle scende, formando, appunto delle pliche svuotate.

Le signore, più attente alla manutenzione quotidiana della loro pelle, rallentano gli effetti del tempo e riescono così a mantenere più a lungo l’elasticità della pelle.

Un primo semplice intervento è quello di usare filler iniettati a livello della mandibola e degli zigomi. Rimpolpando la zona, anche la pelle del collo risale. Basta provare a tirare gli zigomi con le dita, per simulare l’effetto che si ottiene. È efficace nel caso di cedimenti lievi, per così dire, quando la pelle scesa non è troppa, ed possibile recuperare l’elasticità dei tessuti e sfruttarla a proprio vantaggio.

Tre soluzioni

Se invece si tratta di doppio mento vero e proprio, allora occorre un approccio diverso.

Il doppio mento è un accumulo di grasso che può concentrarsi sia sotto il platisma (muscolo piatto e ampio che va dal collo ai pettorali), sia sopra tra il platisma, e direttamente sotto la pelle.

In entrambi i casi, per eliminare il doppio mento, occorre eliminare lo strato di grasso. Le vie che consiglio ai miei pazienti sono tre, da valutare – come sempre ribadisco – caso per caso.

Cool sculpting

Cioè il trattamento di criolipolisi, che permette di agevolare il naturale processo di morte ed eliminazione delle cellule adipose.

È un trattamento medico non chirurgico, che dà ottimi risultati nel tempo ed è praticamente indolore.

Il numero di trattamenti è da definirsi a seconda delle necessità, ma dopo ogni trattamento si torna immediatamente alla vita quotidiana.

Liposuzione

O liposcultura, invece, consiste nell’aspirazione mirata del deposito di grasso in eccesso, ed è più adatta nel caso di depositi consistenti.

È un’operazione che viene fatta in anestesia locale, con leggera sedazione. Per qualche giorno è richiesto un bendaggio, e i piccoli ematomi lasciati dalle cannule spariscono rapidamente.

Lifting

È l’operazione che permette di rimodellare con più efficacia e precisione l’intera zona del collo, sia nel caso di doppio mento da accumulo di grasso, sia nel caso di cedimento della pelle.

Una soluzione chirurgica, quindi impegnativa, ma che garantisce un risultato molto soddisfacente per i pazienti.

a cura di Alessandro Gualdi

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