Carolina Morace, oggi europarlamentare Movimento 5 Stelle, è stata una delle più grandi calciatrici italiane. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, si è cimentata nel ruolo di allenatrice, arrivando anche a guidare una squadra maschile (la Viterbese, nel 1999). Laureata in Giurisprudenza, è ovviamente molto ferrata in materia sportiva. Il suo sogno? Niente più discriminazioni nel mondo calcistico (e sportivo). E un rilancio, che sia vero, delle società sportive attraverso aiuti reali, non fittizi.

Carolina Morace, l’ex calciatrice parla del calcio femminile

Calcio maschile in crisi, ma non brilla neanche il movimento femminile.

«In questo caso il problema, soprattutto a livello di Nazionale maggiore, è dato dalla mancanza di un campionato di qualità. Non è un bel segnale che le nostre migliori calciatrici vadano via dall’Italia. Bisognerebbe cercare di trattenerle, come accadde in Inghilterra, in Spagna o in Germania dove, per davvero, hanno puntato sul calcio femminile. Hanno programmato bene e ora i frutti si vedono. Il calcio femminile, da loro, è uno sport reale, seguito, con una dignità. Vi dico una cosa: in Germania la nazionale di calcio femminile ha gli stessi premi partita di quella maschile. Da noi, ovviamente, non è così».

«Noi abbiamo un problema culturale enorme, un limite ben evidente che porta a disparità importanti», continua l’europarlamentare nell’intervista di Fabrizio Ponciroli nel cartaceo di Novella 2000 attualmente in edicola.

 

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