Caso Petrolini: per i medici nessuna follia, Chiara era lucida e consapevole
Tra immaturità profonda e piena consapevolezza: la perizia psichiatrica nega l’infermità mentale per la 22enne di Traversetolo Un vuoto profondo…
Tra immaturità profonda e piena consapevolezza: la perizia psichiatrica nega l’infermità mentale per la 22enne di Traversetolo
Un vuoto profondo dietro l’apparenza di normalità
La domanda che tutti ci siamo posti fin dal primo giorno è sempre stata la stessa: come ha potuto? Davanti a una vicenda così terribile come quella di Vignale di Traversetolo, si cerca quasi istintivamente una spiegazione clinica, un “corto circuito” mentale che giustifichi l’orrore. Invece, l’ultima perizia psichiatrica consegnata alla Corte d’Assise di Parma ci sbatte in faccia una realtà diversa, molto più gelida. Chiara Petrolini, la 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli nel giardino di casa, era pienamente capace di intendere e di volere. Nessuna malattia mentale, nessun delirio: Chiara sapeva quello che stava facendo.
Il ritratto di una ragazza “ferma” all’infanzia
Le dottoresse Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, che hanno firmato la perizia, descrivono un profilo psicologico complesso ma privo di patologie psichiatriche gravi. Quello che emerge è il ritratto di una persona profondamente immatura, quasi infantile nei modi e nelle reazioni. Le esperte parlano di una ragazza “fragile”, che sembra aver raggiunto le tappe della crescita solo in apparenza, rimanendo però bloccata in una sorta di guscio emotivo. È una descrizione che stride terribilmente con la gravità dei fatti contestati (i parti segreti, le uccisioni e l’occultamento dei corpi nel maggio 2023 e nell’agosto 2024), ma che non basta a cancellare la sua responsabilità penale.
La maschera della perfezione e il distacco dalla realtà
Un punto cruciale dell’analisi riguarda la “dissonanza” tra ciò che Chiara provava dentro e ciò che mostrava al mondo. Esternamente appariva come una ragazza normale, integrata, quasi “iper-adattata” alle aspettative sociali. Eppure, dietro questa maschera di perfezione, si nascondeva un vuoto che l’ha portata a gestire due gravidanze e due infanticidi in totale solitudine. Secondo le perite, Chiara meriterebbe un percorso di cure simile a quello che si riserva ai minori, proprio a causa di questa sua strutturale fragilità. Tuttavia, la legge parla chiaro: l’immaturità non è follia. La capacità di intendere era presente, e su questo si baserà lo scontro in aula durante l’udienza del 13 febbraio.
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