Chef Andrea Mattasoglio: la mia cucina onesta
Chef Andrea Mattasoglio racconta la sua idea di cucina tra materia prima, tecnica e social. Un approccio essenziale, dove l’estetica…
Chef Andrea Mattasoglio racconta la sua idea di cucina tra materia prima, tecnica e social. Un approccio essenziale, dove l’estetica non deve mai essere superiore al gusto.
Una idea di cucina autentica, rigorosa legata alla materia prima. In una parola, onesta. Il racconto a Carla De Iuliis sulle pagine del numero di Novella 2000 ora in edicola.
Classe 1992, laureato in Giurisprudenza e oggi food designer e comunicatore, Mattasoglio ci spiega perché un piatto possa diventare un linguaggio, come i social abbiano cambiato il racconto del cibo e perché l’estetica non debba mai prevalere sul gusto. Ma «la priorità resta sempre una: il cibo deve essere buono».
L’identità di chef Andrea Mattasoglio: tra cucina e comunicazione
«Sono un artigiano del cibo. Cucino, progetto, comunico. Se preferite, sono un professionista che lavora con il cibo in tutte le sue forme: dalla materia prima al piatto, dal processo alla sua rappresentazione visiva».
Una definizione che supera il ruolo tradizionale dello chef. Il lavoro si muove tra tecnica, narrazione e immagine. Senza perdere il contatto con la materia.
Il rischio dell’estetica nei social
«Viviamo in un’epoca in cui l’immagine ha un peso enorme. Il rischio è quello di costruire piatti che funzionano in fotografia, ma non al palato».
Per Mattasoglio il limite è chiaro: se una ricetta non è solida dal punto di vista tecnico e gustativo, non va condivisa. Prima viene il sapore. Poi lo scatto.
Tornare all’essenziale
Nel suo libro di ricette Tre uomini e un menu lo chef ha scelto un approccio diverso. Un ritorno all’essenziale. Il gesto ripetuto con cura. La padella sul fuoco. Il taglio preciso. L’attesa.
Una cucina che non cerca scorciatoie. Che rimette al centro il processo, non solo il risultato finale.
Il valore dell’onestà in cucina secondo chef Andrea Mattasoglio
Per Mattasoglio la sintesi è netta. L’onestà resta la forma più alta di rispetto verso chi cucina e verso chi mangia.
«Credo che, oggi più che mai, l’onestà sia la forma più alta di rispetto verso chi decide di mettersi ai fornelli».
Social e racconto del cibo
I social hanno cambiato il modo di raccontare la cucina. Hanno amplificato visibilità e linguaggi. Ma hanno anche alzato la soglia estetica.
Il punto resta lo stesso: il cibo non deve essere solo bello. Deve essere buono.
L’intervista a chef Andrea Mattasoglio e le sue ricette su Novella 2000 in edicola e in digitale.
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