Fabbroni Cinema 2000 Novella 2000 n. 9 2020 - Harley Quinn

Cinema2000: il flop di Margot Robbie nei panni di Harley Quinn

Non supera il giudizio del pubblico il nuovo film con Margot Robbie nei panni di Harley Quinn. La storia dell’eroina e la nuova forma della donna ribelle.

Harley Quinn è tornata. A interpretarla, dopo Suicide Squad, sempre l’attrice australiana Margot Robbie. Tuttavia il film che la vede assoluta protagonista, Birds of prey (letteralmente Uccelli da preda) si sta rivelando una delusione al botteghino. Perché? Prima di affrontare l’argomento, meglio un ripasso per chi non è addentro al mondo dei cinefumetti.

Harleen Frances Quinzel era la psichiatra che prendeva in cura, nel manicomio criminale di Gotham, l’arcinemico di Batman, il Joker (non il Joker premio Oscar, doloroso ed empatico, portato al cinema da un attore meraviglioso come Joaquin Phoenix, ma il clown psicotico di Jared Leto). Il paziente però si rivelava più abile della terapeuta, e dopo aver sedotto Harleen la convinceva ad aiutarlo a evadere.

Passata la linea d’ombra, la dottoressa Harleen Frances Quinzel era diventata la svalvolata Harley Quinn, complice del Joker in ogni impresa criminale.

Nel film Suicide Squad la nostra eroina, assieme ad altri supercattivi, era spedita dal governo in una missione impossibile, anzi suicida. In Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, la bella e pericolosa Harley è a piede libero e soprattutto libera di stato. La storia con Joker è finita, anche se non ci viene detto bene perché.

Nella scena chiave, Harley non solo dà fuoco alla scatola dei ricordi dell’ex, mettendo fine alla storia. Ma nella sua ira creativa lancia anche un camion in corsa contro la fabbrica di rifiuti tossici che li ha resi entrambi quello che sono. Scoppia l’azienda e tutto va in cenere. Un po’ come le loro vite perse e smarrite in un mondo violento, trasgressivo e assolutamente alla deriva.

La fine della storia con Joker e la nuova identità di Harley Quinn

Aver interrotto la relazione significa dover ricostruire la propria identità dalle fondamenta. Lei lo fa. È una guerriera alla ricerca di forti emozioni. La sua rabbia travolge tutto. Si pone come un’eroina senza nessun timore. Va avanti incurante del mondo accompagnata dalle sue amiche: Cacciatrice, Black Canary, Renee Montoya e Cassandra “Cass” Cain, le “Birds of prey” del titolo.

Harley è bella, intrigante, sovversiva, folle e al tempo stesso fortunata. Ha un fisico a prova di qualsiasi alimento ricco di calorie. Nulla la piega o la cambia, lei resta con il suo fisico tonico e magro. Una figura femminile sovversiva che sembra non appartenere più alla nostra società.

Le femministe di un tempo hanno fatto il loro corso, le donne che si comportano come maschi da strada, delinquenti e violenti, sembrano non catturare più l’immaginario.

L’idea e la voglia di essere donna oggi è cambiata. Non più le punk, le ribelli, le antagoniste per eccellenza. Oggi le donne cercano una figura femminile che tiri fuori una carica erotica, passionale, vivace.

Forse da qui il flop? Harley Quinn è una donna che non crea un rispecchiamento in chi la guarda, anzi per certi aspetti resta anche antipatica.

Le ragioni del flop di Birds of Prey

Birds of Prey, pur con la sua rete di energia caotica dove le risse sono costanti, non coinvolge. Harley Quinn riesce ad averla franca con gli scagnozzi che le giungono a tiro giocando con i suoi pattini a rotelle, ma ha poco di reale. Una wonder woman multitasking che non rispecchia le donne della nostra epoca. La sua emancipazione è un po’ troppo trasgressiva tanto da ritrovarsi sola.

Come detto, prima di divenire la cattiva instabile che conosciamo, era la psichiatra di Joker. Harley & Joker erano una coppia di criminali dove la violenza lascia intravedere quella subita da molte donne che spesso, per paura, non denunciano il loro persecutore. Lei è un po’ troppo eroina, un’Amazzone senza scrupoli che mette gli uomini fuori gioco facendo primeggiare la sua determinazione, la sua forza, il suo carattere.

Insieme a Harley ci sono ragazze e donne forti, tutte con complesse battaglie personali da combattere. Donne che non devono chiedere, bensì si presentano come nuove Amazzoni che nulla temono. Alla fine di tutta questa girandola criminale, violenta, trasgressiva cosa resta? La solitudine schiacciante del nulla in un’altalena di vuoto-pieno che schiaccia e porta a perdersi.

Il bisogno di oggi è ritrovare l’equilibrio delle relazioni, sentirsi riconosciute nei propri limiti umani senza trovare come soluzione ai problemi la strada che ha scelto Harley. L’eccesso non paga, non nutre, non soddisfa. Crea solo distanza e solitudine.

a cura di Barbara Fabbroni

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