Tra bar, ristoranti e immobili acquistati in pochi anni, gli investigatori svizzeri cercano di chiarire l’origine del patrimonio dei proprietari del “Constellation”, ora di nuovo interrogati a Sion

Gli inquirenti svizzeri cercano di capire come sia stato costruito un patrimonio immobiliare di questa entità

C’è un nuovo capitolo nell’inchiesta che ruota attorno alla tragedia di Crans-Montana. Questa volta non riguarda direttamente le responsabilità penali legate all’incendio, ma un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo: l’origine di circa quattro milioni di franchi svizzeri che Jacques e Jessica Moretti avrebbero investito in cinque anni tra locali e immobili, senza accendere neppure un mutuo. Un dato che, come riporta La Stampa, agli occhi degli investigatori, non può essere archiviato come una semplice coincidenza. Il patrimonio della coppia, oggi indagata per incendio, lesioni e omicidio colposo, è entrato ufficialmente nel mirino della magistratura elvetica.

Locali e immobili acquistati in pochi anni

La ricostruzione patrimoniale disegna una crescita rapida e fuori dall’ordinario. Nel 2020 viene acquistato il “Constellation” per circa 1,5 milioni di franchi, locale poi divenuto tristemente noto. Nello stesso anno, emerge l’acquisto di una casa di quasi 300 metri quadrati con giardino per oltre 800mila franchi.

Negli anni successivi, la mappa degli investimenti si allarga: un ristorante specializzato in hamburger a Crans-Montana, l’ostello “Le Vieux Chalet” a Lens e, nel 2024, un’ulteriore proprietà immobiliare di grandi dimensioni, con area verde annessa. Le cifre esatte per alcune acquisizioni non sono pubbliche, ma le stime portano a un totale vicino ai quattro milioni.

Il dettaglio che più colpisce gli inquirenti resta uno: nessuna traccia di finanziamenti bancari. Tutto sarebbe stato pagato in contanti o con risorse proprie.

Soci occulti e assetti societari poco trasparenti

A complicare il quadro c’è un elemento societario che alimenta sospetti. Una quota significativa delle attività farebbe capo a partner mai resi noti pubblicamente. Soci invisibili, di cui non emergono nomi né ruoli, ma che avrebbero un peso rilevante nella struttura proprietaria. In un’indagine dove ogni flusso finanziario viene passato al setaccio, questa opacità rappresenta una zona d’ombra che gli inquirenti intendono chiarire.

Il nuovo interrogatorio a Sion

Nei giorni scorsi, Jacques e Jessica Moretti sono stati nuovamente convocati dagli inquirenti a Sion. A differenza dei precedenti colloqui, in cui erano stati sentiti come testimoni, questa volta l’attenzione non si è concentrata sui fatti dell’incendio. Le domande hanno riguardato esclusivamente la loro situazione personale: disponibilità finanziarie, provenienza dei fondi, composizione del patrimonio immobiliare. Una scelta che indica chiaramente la direzione dell’inchiesta: comprendere se dietro a quella crescita economica vi siano elementi irregolari o semplicemente risorse legittime finora non documentate.

Perché l’aspetto economico è centrale nell’indagine

Per chi rappresenta le famiglie delle vittime, il tema finanziario non è marginale. Anzi. Accertare la reale condizione economica degli indagati viene considerato un passaggio chiave per delineare il contesto in cui sono maturate le scelte imprenditoriali e, di riflesso, le eventuali responsabilità. In un caso che ha già scosso profondamente l’opinione pubblica svizzera e internazionale, il “giallo dei quattro milioni” aggiunge un nuovo livello di complessità: non più soltanto cosa è accaduto quella notte, ma anche come sia stato costruito un impero commerciale tanto rapido quanto poco trasparente.