Fabrizio Corona è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di San Vittore, quello che lui ha definito come un inferno. Per la terza volta, il re del gossip è finito dietro le sbarre, questa volta per l’accusa di intestazione fittizia di beni… Prima di entrare in carcere, Fabrizio ha condiviso una foto su Instagram con scritto: «L’imperativo e’vincere! (sono intorno a me ma nn parlano con me,sono come me ma si sentono meglio) #sipuede»

Una frase tratta dalla canzone di Frankie hi-nrg “Quelli che benpensano”. La citazione di Fabrizio, però, non è piaciuta al cantante che riprendendo il post ha scritto: «Corona cita “Quelli che benpensano” prima di tornare in galera. Stai a vedere che quando l’ho scritta non l’ho capita io…»

Il testo della canzone, infatti, denuncia un sistema corrotto, cosa che con il suo post voleva fare anche Corona, ma la sua citazione non è andata giù a Frankie hi-nrg che non ha esitato nel sottolinearlo

Ecco il testo:

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi
A far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo
Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile
La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere
E non far partecipare nessun altro
Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro
Niente scrupoli o rispetto verso I propri simili
Perché gli ultimi saranno gli ultimi se I primi sono irraggiungibili

Sono tanti, arroganti coi più deboli,
zerbini coi potenti, sono replicanti,
Sono tutti identici, guardali,
stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere.
Come lucertole s’arrampicano,
e se poi perdon la coda la ricomprano.
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno
spendono, spandono e sono quel che hanno

Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio

e come le supposte abitano in blisters full-optional,
Con cani oltre I 120 decibel e nani manco fosse Disneyland,
Vivono col timore di poter sembrare poveri
Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano, poi lo comprano,
In costante escalation col vicino costruiscono
Parton dal pratino e vanno fino in cielo,
han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo..

Sono quelli che di sabato lavano automobili
che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e I pargoli,
Medi come I ceti cui appartengono,
terra-terra come I missili cui assomigliano.

Tiratissimi, s’infarinano, s’alcolizzano
e poi s’impastano su un albero
Nasi bianchi come Fruit of the Loom
che diventano più rossi d’un livello di Doom

Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio

Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra I banchi delle chiese alla domenica
mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano
Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero,
Mani lisce come olio di ricino,
Mani che brandisco Manganelli, che Farciscono Gioielli,
che si alzano alle spalle dei Fratelli.
Quelli che la notte non si può girare più,
quelli che vanno a mignotte mentre I figli guardan La TV,
Che fanno I boss, che compra Class,
che son sofisticati da chiamare I NAS, incubi di Plastica
Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
Ma l’unica che accendono è quella che da loro l’elemosina ogni sera,
Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera

Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio
Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio

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