Anteprime | Copertine Novella | Sanremo | Televisione
Festival di Sanremo – Achille Lauro al Festival per i ragazzi di Crans Montana
di Tiziana Cialdea Un messaggio privato tra Roberto Alessi e il conduttore del Festival di Sanremo apre uno scenario commovente…
di Tiziana Cialdea
Un messaggio privato tra Roberto Alessi e il conduttore del Festival di Sanremo apre uno scenario commovente per la prossima edizione della kermesse ligure
«Mi attivo». Due parole. Secche, senza fronzoli. È il messaggio che Carlo Conti ha fatto arrivare via Whatsapp a Roberto Alessi dopo l’appello lanciato via social per portare Achille Lauro sul palco del Festival di Sanremo.
Non si tratterebbe di un’ospitata “classica”, ma di un omaggio alle vittime della strage di Crans Montana. Nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna conferma pubblica. Eppure quel “mi attivo” basta a dare una direzione a una richiesta nata dal basso, cresciuta giorno dopo giorno, sull’onda di un dolore che ha coinvolto e sconvolto l’Italia intera.
Tutto nasce da un’immagine ormai impossibile da dimenticare. Quella di Erica, la madre di Achille Barosi, morto nel rogo del Constellation di Crans Montana, in Svizzera, a soli sedici anni. Durante il funerale del figlio ha cantato Perdutamente sulla bara, circondata da parenti, amici, compagni di scuola. Un addio drammatico, sul sagrato della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dopo la tragedia di Capodanno, dove oltre a suo figlio hanno perso la vita nell’incendio altri cinque ragazzi italiani.
Con Achille se ne sono andati anche Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Giovanni Tamburi e Sofia Prosperi. Giovani, giovanissimi. Vittime innocenti.
Da quel momento, quella canzone ha smesso di essere solo una canzone di Achille Lauro. È diventata un simbolo.
Perdutamente è stata cantata anche nella scuola frequentata da Achille, il liceo artistico delle suore Orsoline di via Lanzone, sempre a Milano, durante una commemorazione voluta da studenti e insegnanti.
Era la canzone preferita di Achille: mamma Erica ha raccontato che la cantavano sempre quando, in macchina insieme, andavano a casa dai nonni. Così, un filo invisibile ha iniziato a legare persone diverse, in città diverse, in momenti diversi, ma tutte unite dallo stesso dolore.
Sui social l’appello ha preso forma in fretta. È stato chiesto che il Festival di Sanremo, l’evento mediatico per eccellenza, il più importante d’Italia, si facesse carico di quel dolore.
Ed è per questo che la gente, la gente comune, vuole vedere Achille Lauro sul palco dell’Ariston. Non in gara, ma proprio per cantare Perdutamente in memoria di Achille e degli altri ragazzi che non ci sono più e anche per dare una speranza a quelli che ancora stanno lottando in ospedale.
Roberto Alessi è stato tra i primi a dare voce a questa spinta dal basso, rilanciando con forza e convinzione l’idea, arrivando a chiamare in causa direttamente Conti. Che gli ha promesso: «Mi attivo».
Non dovrebbe essere così difficile convincere Lauro: nei giorni successivi alla tragedia, infatti, ha scritto nelle storie di Instagram: “Vicino con tutto il cuore a tutti i ragazzi coinvolti e alle loro famiglie che stanno vivendo il dolore più grande. È una sofferenza che tocca tutti e che sentiamo anche nostra, qualcosa che va oltre le parole e troppo grande da immaginare Vi sono vicino con tutto l’amore possibile”.
Niente di più, niente di meno. Lauro non ha citato la sua canzone, non ha nominato il gesto di mamma Erica. Non ha voluto prendersi la scena. Ma è la scena, adesso, che vuole chiamare lui. Non per moda, ma per amore.
Achille Lauro è entrato in questa storia senza volerlo e oggi ha una responsabilità grandissima.
Il Festival partirà il 24 febbraio, dopo la fine delle Olimpiadi invernali, con Conti affiancato da Laura Pausini per tutte e cinque le serate. Nella prima tornerà Olly, vincitore della scorsa edizione. E canterà Balorda nostalgia, che gli ha regalato il primo posto nel 2025. Un anno fa Achille Lauro con Incoscienti giovani si era classificato settimo. Ma la sua eventuale presenza, se l’omaggio dovesse prendere forma, avrebbe un peso che andrebbe ben oltre le classifiche.
Quelle due parole, «Mi attivo», oggi alimentano attese. Sono la risposta concreta a una richiesta che non è certo come le altre. In mezzo alle tante voci che ogni anno animano la vigilia del Festival, questa è diversa. Non è decisamente una chiacchiera da bar.
E se è vero, come si dice da anni ormai, che “Sanremo è lo specchio del Paese”, stavolta lo specchio rifletterebbe una volontà del Paese stesso: una richiesta di rispetto e amore.
Leggi anche: La sala stampa ha già decretato il suo vincitore di Sanremo 2026 (e non ve l’aspettate)
Seguite Novella 2000 anche su: Facebook, Instagram e X.