A Mattino Cinque tornano al centro il “Gradino 0” e l’impronta mai chiarita: tra analisi tecniche e parole pesanti in studio, il delitto di Chiara Poggi riapre scenari inattesi e ipotizza nuovi indagati

Il delitto di Chiara Poggi riemerge in Tv dopo le feste

La puntata di Mattino Cinque riporta sotto i riflettori uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni: l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Al centro della trasmissione di oggi, non c’è una ricostruzione generica, ma un dettaglio preciso e inquietante: l’impronta zigrinata sul primo gradino della scala che conduce alla taverna della villetta, il cosiddetto “Gradino 0”. Un segno minuscolo, eppure carico di significati possibili, che da tempo alimenta interrogativi sulla dinamica del delitto.

Il “Gradino 0” e l’ipotesi di una presenza in più

Durante la trasmissione viene ricordato come quell’impronta, repertata anni fa e mai attribuita con certezza, sia stata oggetto di valutazioni contrastanti. Secondo alcune interpretazioni, potrebbe suggerire che sulla scena non ci fosse una sola persona, ma una presenza ulteriore rispetto a quelle considerate nelle ricostruzioni ufficiali. Federica Panicucci introduce il tema con un servizio di sintesi, poi ricorda che l’idea di più individui nella casa non è affatto nuova: già in fase di indagine si era parlato di una possibile seconda, persino terza persona. Una premessa che prepara il terreno al momento più delicato della mattinata.

Le parole dell’avvocato Gallo che cambiano il tono del dibattito

In studio prende la parola l’avvocato Gallo. Il tono è pacato, ma il contenuto è destinato a pesare: secondo lui, già nei prossimi giorni potrebbero emergere risposte importanti, fino all’eventualità dell’iscrizione nel registro degli indagati di un’altra persona, se non addirittura di due. Non è più solo analisi tecnica: è una prospettiva concreta che, pronunciata in diretta, trasforma la discussione in una possibile svolta.

Lo stupore di Panicucci e la tensione in studio

Federica Panicucci coglie immediatamente la portata di quelle parole e lo incalza: è un’ipotesi personale o un’indiscrezione fondata? La conduttrice sottolinea il ruolo dell’avvocato come legale di Massimo Lovati, evidenziando quanto una simile affermazione, detta da lui, abbia un peso diverso. Il dialogo si fa teso, sospeso, mentre in studio si avverte chiaramente la delicatezza del momento: non una suggestione televisiva, ma una possibilità che potrebbe incidere su un’indagine mai davvero uscita dall’ombra.

Le precisazioni e il dettaglio su Lovati

Gallo non ritratta, ma sceglie una linea prudente. Spiega che si tratta di sue valutazioni, aggiungendo un riferimento al suo assistito, attualmente in Albania per un intervento ai denti. Un’informazione apparentemente marginale, che però contribuisce a rendere il quadro più concreto e a lasciare aperta una zona di attesa. Nulla viene confermato ufficialmente, ma nemmeno escluso.

Le impronte, il corpo e le nuove tecnologie investigative

Il confronto torna sugli elementi materiali del caso. Il corpo di Chiara Poggi fu trovato sulle scale che portano alla taverna; secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato fatto scivolare senza che chi lo trasportava poggiasse i piedi sul marmo, fermandosi proprio sul “Gradino 0”, dove non risultano tracce di sangue. È lì che anni fa venne individuata l’impronta oggi non più analizzabile. Ma proprio quell’area è nuovamente al centro delle attenzioni, anche grazie a una recente rimappatura della villetta con tecniche tridimensionali, capaci di ricostruire con precisione millimetrica spazi e reperti.