«Arrivano qui perché stanno lontano dalla strada, vengono in palestra per togliersi dai guai, per prendere un po’ di fiducia in se stessi», ci racconta l’ex pugile Giacobbe Fragomeni, proprietario di due palestre, a Milano e Rozzano, che accolgono nella loro struttura anche adolescenti in difficoltà. Lo sport, insieme a famiglia e scuola, può prevenire la devianza giovanile. In un momento storico, dove l’indice di criminalità che riguarda i minori è in forte aumento, l’attività sportiva e agonistica può essere d’aiuto per prevenire la delinquenza e tenere i ragazzi lontano dalla strada.

 

Le inziative di Giacobbe Fragomeni e della famiglia Maddaloni

Lo dimostrano pienamente le iniziative di Giacobbe Fragomeni (assieme alla moglie Sara Rossetti) e della famiglia Maddaloni (il padre Gianni con i figli Pino, Marco e Laura) che accolgono nelle loro palestre di boxe e judo adolescenti, talvolta problematici, per insegnare loro valori fondamentali, quali il rispetto e l’educazione verso se stessi e gli altri. «Assieme a mia moglie abbiamo attivato delle collaborazioni con alcuni enti: ci mandano dei ragazzi un po’ problematici, diciamo, per far sì che si calmino», spiega Giacobbe Fragomeni.

La parola agli esperti: Matteo Lancini e Anna Vagli

Cosa pensano gli esperti di questa devianza giovanile in forte aumento e dell’impatto dello sport come strumento di formazione e crescita? Nel servizio completo, nel numero di Novella 2000 in edicola, hanno parlato, oltre a Giacobbe Fragomeni, lo psicologo Matteo Lancini e la criminologa Anna Vagli, cercando di dare delle visioni chiare sull’effettivo benessere fisico e mentale offerto dalle discipline sportive. Due interpretazioni differenti, ma utili per capire come bisogna procedere su questo tema delicato.

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