Principe Alberto II di Monaco Coronavirus

Lettera aperta a Sua Altezza Serenissima il Principe di Monaco

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Roberto Alessi scrive ad Alberto II di Monaco dopo il riscontro della positività al Coronavirus di Sua Altezza Serenissima: lettera aperta al Principe.

Nelle ultime ore, attraverso un comunicato ufficiale, il Principato di Monaco ha confermato il suo decimo caso di contagio da Coronavirus. Sfortunatamente, dopo il Ministro degli Interni e quello di Stato, si tratta del Principe Alberto II. Secondo le fonti, le condizioni del sovrano non desterebbero preoccupazione e i medici dell’Ospedale Princesse Grace lo starebbero seguendo da vicino.

Intanto, il direttore di Novella 2000 Roberto Alessi gli ha voluto dedicare le sue parole con una lettera aperta che pubblichiamo più sotto.

Caro Alberto, sei positivo anche nella malattia

Caro Alberto,

perdonami l’ardire del tu, ma qui ti considero un amico che ci sta dando forza, non solo (solo?) il capo di uno Stato.

Ti ho conosciuto quando collaboravo con Alberto Hazan, patron di Radio Monte Carlo, e per la radio del tuo Principato ho anche condotto una diretta di sei ore quando ti sei sposato con Charlene, ancora oggi ho una tua tazza, una sorta di bomboniera ricordo di quel giorno che uso come porta matite sulla mia scrivania e che guardo mentre ti scrivo con su scritto ‘sua altezza serenissima Alberto II de monaco e mademoiselle Charlene de Wittstock’.

Oggi apprendo che sei positivo al Coronavirus e come tuo costume lo hai voluto comunicare ai sudditi e con loro al mondo e ti dico per questo grazie.

Purtroppo molti di noi (io stesso, come vedi qui accanto) conoscono amici che sono stati contagiati. E quando te lo dicono è il gelo. L’ultima telefonata è proprio di poco fa: una signora che conoscevo di vista e che è morta a Forte dei Marmi, aveva un negozio, mentre un altro mio amico, Tiziano, è chiuso nella sua stanza, mentre la moglie, Cristina, per ora negativa, vive in un’altra parte della casa.

Un virus “democratico”

Proprio per queste persone ‘normali’ (ma tutti siamo speciali) ti ringrazio, caro Principe Alberto, perché il virus è democratico, colpisce tutti, negozianti, operai, perfino principi regnanti come te, ma quando scopri che qualcuno è positivo viene visto da alcuni come l’untore.

Certo, non si può pretendere che gli altri corrano a consolarti, a soccorrerti. Non si può, perché questo maledetto Covid19 impone l’anaffettività, il distacco, l’isolamento. Ti possono avvicinare solo quelle creature speciali come i medici e gli infermieri, che rischiano, e lo sanno. Dicono: ‘È il nostro lavoro, non siamo eroi’. Ce lo ripetono sempre, ma lo sono. A differenza di altri che hanno marcato fogna (malattia) e sono fuggiti, loro sono lì, in ogni momento.

So che le tue condizioni, al momento di scrivere, sono buone. Mi fa piacere. Ma comunque hai confessato il tuo problema, e fai sentire tutti quelli che vivono il tuo dramma meno soli.

Non ci si deve vergognare di essere stati contagiati. Le persone positive al tampone non sono sole in questa battaglia. Ci sei anche tu (sei positivo anche nella sfortunata circostanza di esserlo), ci siamo tutti. Anche i sani, e hai voluto farlo sapere.

Grazie, tuo Roberto Alessi

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