L’ultimo addio a Valentino: tra il bianco delle rose e la Lacrimosa di Mozart, Roma saluta il suo Re
Il funerale di Valentino Garavani: la Basilica di Santa Maria degli Angeli avvolta nel bianco per l’ultimo viaggio del Maestro…
Il funerale di Valentino Garavani: la Basilica di Santa Maria degli Angeli avvolta nel bianco per l’ultimo viaggio del Maestro
Roma si è fermata per salutare il suo Re. Dopo il fiume di diecimila persone che ha reso omaggio alla camera ardente, il feretro di Valentino Garavani ha varcato la soglia della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Un ingresso ieratico, accompagnato dalle note strazianti della Lacrimosa di Mozart, mentre un silenzio carico di rispetto avvolgeva piazza della Repubblica.
L’estetica, che per Valentino è stata ragione di vita, ha dominato anche il suo ultimo atto: un trionfo di fiori bianchi a decorare la chiesa, interrotto solo da un dettaglio simbolico scelto dai fedeli e dagli ammiratori. Molti dei presenti hanno infatti indossato un copricapo rosso, un omaggio silenzioso e potente a quel “Rosso Valentino” che ha cambiato per sempre la storia del costume.
Il dolore delle muse: da Sophia Loren a Claudia Schiffer
All’ingresso della Basilica, i messaggi d’affetto si sono intrecciati in un tappeto di corone floreali. Spicca su tutte quella di Sophia Loren, legata allo stilista da un’amicizia decennale, con una dedica semplice quanto profonda: “Sempre nel mio cuore”. Ma tra tanto bianco, un unico dettaglio ha rotto lo schema cromatico: una singola rosa rossa inviata da Claudia Schiffer, un ultimo tocco di colore per l’uomo che ha saputo esaltare la bellezza femminile come nessun altro. Non sono mancate le lacrime dei grandi nomi di Hollywood. Anne Hathaway, visibilmente commossa e sorretta dal marito, è apparsa distrutta dal dolore all’ingresso della chiesa. Insieme a lei, il gotha della moda mondiale: dai vertici di Kering con François-Henri Pinault alla storica firma Suzy Menkes. E ancora: Anna Wintour, Donatella Versace, Tom Ford, Ermanno Scervino, Lavinia Biagiotti, il principe Pierre d’Arenberg, Ernst Hannover, per citarne alcuni.

L’omelia: “Valentino, il cercatore di bellezza che ha salvato il mondo”
Durante la celebrazione, Don Pietro Guerini ha tratteggiato un ritratto spirituale e artistico dello stilista, definendolo un “cercatore di bellezza”. Le parole del sacerdote hanno toccato corde profonde, ricordando come il lavoro del Maestro non sia stato solo decorazione, ma una semina di armonia capace di riscattare le ombre del mondo. “Caro Valentino, grazie per aver creato bellezza”, ha esclamato il celebrante rivolgendosi al feretro, su cui poggiava una foto in bianco e nero dello stilista sorridente. Un ringraziamento corale per un uomo che ha saputo trasformare la moda in una “sapienza divina”, rendendo ogni sua creazione un frammento di storia universale destinato a non morire mai.
Il popolo di Valentino: “Perdiamo il fiore più bello”
Oltre le transenne e il rigido servizio d’ordine, è stato il popolo di Roma a dare il calore più autentico alla cerimonia. Tra i mazzi di fiori portati dai cittadini semplici, spiccava un cartello scritto a mano che riassumeva il sentimento collettivo: “Tutto il mondo piange Valentino. Perdiamo il fiore più bello”. Ad accompagnare la bara all’uscita, i volti della sua famiglia elettiva: Giancarlo Giammetti, Bruce Hoeksema e i fratelli Sax. Un gruppo unito che, insieme ai dipendenti della maison presenti in un settore riservato, ha scortato l’Ultimo Imperatore verso l’eternità, mentre il sole di Roma illuminava per l’ultima volta il suo cammino tra gli applausi della folla. Dopo il funerale il feretro sarà portato al Cimitero Flaminio, a Prima Porta, dove verrà tumulato in quella che è la cappella “di famiglia” voluta da Valentino e dall’inseparabile ex compagno Giancarlo: una tomba, dove Giammetti ha già annunciato che vorrà essere sepolto anche lui.

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