Marcella Cannizzaro, una rinascita artistica: dalla battaglia contro il tumore alla voce che torna a vibrare
Dopo un cancro al quinto stadio con undici metastasi al collo, l’artista pugliese ha appena pubblicato ‘Vetro e cemento’.
Una diagnosi oncologica severa, un intervento complesso al collo, il bisturi che lavora a pochi millimetri dalle corde vocali. Circa quatto anni fa l’artista pugliese Marcella Cannizzaro si è trovata dentro questo scenario. L’operazione, eseguita al Policlinico Gemelli di Roma, è riuscita. La voce è rimasta. E con essa una rinnovata e bruciante consapevolezza: quella di voler vivere ogni istante come fosse l’ultimo. Da poco è uscito Vetro e cemento, il suo terzo singolo. Un pezzo che mescola cantautorato ed elettronica in chiave urban pop. Come se quella gola non avesse mai conosciuto il buio di una sala operatoria.

Marcella Cannizzaro torna con un nuovo singolo: ‘Vetro e cemento’
La passione per la musica ha accompagnato Marcella Cannizzaro sin da bambina. Di recente ha visto riconosciuto il suo talento nel format “New Talent Sanremo”, dove ha ricevuto due Dischi d’Argento consegnati dal Maestro Vince Tempera. La malattia ha agito come un detonatore, spingendola a dare priorità assoluta alla sua espressione artistica. «La musica è diventata la mia voce e la mia rinascita » rivendica. Dopo i singoli Solo vera e Sotto il sole, pubblicati con l’etichetta Orangle di Milano, è pronta a proseguire il suo percorso: i prossimi brani saranno distribuiti da Ada Music.
Vetro e cemento non parla solo di musica, ma si fa specchio della società contemporanea. Secondo, il grande vuoto dei nostri tempi è l’assenza di empatia: l’artista osserva con rammarico come siano diventate rare le persone capaci di ascoltare davvero l’altro, denunciando una crescente freddezza che pervade le relazioni umane. In questo deserto emotivo, la sua musica si propone come un ponte. La sua voce, dotata di una potenza autentica e capace di trasmettere emozioni profonde, diventa lo strumento per abbattere questi muri, restituendo all’ascoltatore quella capacità di sentire e condividere vissuti che la frenesia quotidiana sembra aver smarrito.
Cannizzaro ne parla con un credo incrollabile, con il tono fermo di chi ha guardato l’abisso e ne è uscita trasformata, contando il tempo da quel momento come un dono prezioso. La gratitudine resta. Da questa esperienza, ha deciso di prendere in mano la sua vita. Ha fatto qualcosa di diverso, di più istintivo. La coincidenza tra la sede della malattia e il suo strumento artistico, la voce, non è un dettaglio da nota a piè di pagina: è il centro esatto della storia. Per lei, la musica è stata un modo per riempire il silenzio lasciato dal percorso clinico. «Sono proprio rinata da lì e ho promesso a me stessa di vivere ogni giorno». Potrebbe sembrare retorica. Non lo è, se si considera che arriva da una persona il cui corpo si è trasformato in campo di battaglia proprio nel punto da cui nascono parole e melodie.
«La sala di registrazione è il mio habitat naturale: quando varco quella soglia, ogni problema svanisce. Canto principalmente perché mi fa stare bene e mi diverte, nutro così ogni volta la mia anima, con l’intento di arrivare a più persone possibili». A Vetro e cemento seguirà Luci Accese e sono previste altre uscite, con l’obiettivo di raccogliere il materiale in un album.
Ha espresso il desiderio di calcare il palco del Festival di Sanremo. Scrive testi da dieci anni, compone poesie, alcune raccolte in Mi illumino di immenso, e finalmente ha trovato il coraggio di aprire quel cassetto dove aveva riposto i suoi sogni, iniziando a farli vivere. «Voglio dare autenticità a Marcella, dare un’identità: per arrivare agli altri, devo prima emozionarmi io». Niente nome d’arte. Nessun filtro, nessuna maschera.
Potrete ascoltare Vetro e cemento e altri brani sulle principali piattaforme digitali, tra cui Spotify, YouTube e Apple Music. Inoltre è molto attiva sul suo profilo Instagram Marcella_Cannizzaro. Il messaggio che vuole trasmettere è un invito a credere fermamente in se stessi: nulla è davvero impossibile. Racconta che, nel momento più buio, la chiave per affrontare la malattia è stata distogliere la mente dal dolore, lasciandosi trasportare completamente dalle proprie passioni. In questo percorso, la prevenzione resta il monito più importante, capace di salvare la vita.