Paolo Conticini: «Mi metto nei panni di una donna»
Un anno fa, di questi tempi, calcava le tavole del palco del Sistina insieme ad Enzo Iacchetti. Quest’anno al suo…
Un anno fa, di questi tempi, calcava le tavole del palco del Sistina insieme ad Enzo Iacchetti. Quest’anno al suo fianco c’è Mauro Casciari e lui, Paolo Conticini, è ancora più credibile nei panni di Dorothy Michaels. Per la seconda stagione consecutiva è il protagonista di Tootsie, che non è solo un gioco di travestimento, ma una delle sfide più serie della sua carriera. Lui, l’ha vinta. Ha trovato la misura, evitando la macchietta e unendo ironia e profondità. In Tootsie si ride, certo. Ci si emoziona, anche. E si riflette sul rispetto, sulle dinamiche di potere e su come cambia lo sguardo degli altri quando si è costretti a osservare il mondo da un punto di vista diverso.
Paolo Conticini, sfida vinta
Dorothy Michaels è uno dei personaggi più complessi della sua carriera. Cosa l’ha spinta ad accettare questa sfida?
«Per un attore è una grande soddisfazione poter fare un personaggio così ricco di sfaccettature. Quando Massimo Romeo Piparo, il regista dello spettacolo, mi ha offerto questo ruolo l’anno scorso sono saltato di gioia. Quale personaggio più diverso da me può esserci se non una donna? Ho sempre cercato di scegliere personaggi completamente diversi da me. Le sfide mi piacciono molto.»
Cosa rappresenta, a livello personale e professionale, interpretare una donna oggi?
«È una sfida vera, non solo attoriale. Dorothy è un personaggio che ti costringe a cambiare punto di vista e a metterti davvero nei panni di qualcun altro. È questo che rende il lavoro stimolante.»
Indossare i panni di una donna comporta anche un lavoro delicato sull’equilibrio del personaggio. Qual era la sua paura più grande?
«Dovevo evitare di essere ridicolo. La mia fisicità rischia di diventare un travestitone, quindi non è facile. Però fra la simpatia del personaggio, le cose belle che dice e tutto l’insieme credo di averla sfangata. Il mio approccio a Dorothy è un approccio maschile forte, risponde a tono, reagisce, non ha paura. Non è una macchietta. È una donna con carattere, con forza, che dice quello che pensa.»

Paolo Conticini: «Dorothy Michaels è un personaggio che parla agli uomini»
Dorothy in realtà è Michael Dorsey, un attore incapace di ottenere un ruolo. E solo nei panni di una donna riesce nel suo intento. C’è un messaggio che sente particolarmente vicino, interpretando questo doppio ruolo?
«Gli uomini forse dovrebbero capire che bisogna essere anche un po’ più gentili e rispettosi. Dorothy insegna tanto, anche perché affronta difficoltà che ancora oggi esistono nel mondo dello spettacolo.»
C’è una frase che più di tutte racchiude il senso dello spettacolo?
«“Sono stato un uomo migliore con te da donna di quanto non lo sia stato con tutte le altre donne da uomo. Devo solo imparare a farlo senza il vestito”. Se a volte gli uomini imparano a essere migliori solo quando si mettono davvero nei panni di una donna, questo è il valore in più che ci portiamo a casa.»
Quanto conta oggi, per un attore, scegliere progetti che abbiano anche un contenuto?
«Conta molto. Io ho sempre cercato ruoli che mi permettessero di sperimentare e di crescere, non solo di ripetere qualcosa che funzionava.»
Tootsie tra grande schermo e Broadway
Il film Tootsie, del 1982, vedeva protagonista Dustin Hoffman. Il paragone, dunque, è inevitabile. Come l’ha affrontato?
«Dustin Hoffman non va toccato. Ho rivisto il film e l’ho capito in modo diverso rispetto a quando ero piccolo: non solo una commedia. Devo ammettere che dal punto di vista tecnico lo spunto più grosso l’ho preso dal musical di Broadway, perché i movimenti teatrali sono completamente diversi rispetto al cinema.»
Cantare in falsetto è una delle prove più impegnative dello spettacolo.
«Paradossalmente per me è più facile. Non lo sforzo. Era una paura mia quella di cantare con la voce da donna, ma mi viene naturale.»
Paolo Conticini tra teatro, tv e vita privata
Il teatro impone la ripetizione, ma anche un continuo mettersi in gioco. Come vive le repliche?
«Il bello del teatro è che ogni replica è diversa, non ce n’è una uguale all’altra. C’è sempre un cercare di migliorarsi. E ogni sera cambia qualcosa. Cambia il pubblico, cambia l’energia.»
La prima reazione di sua moglie vedendola vestito da donna è stata determinante?
«La prima volta che mi sono fatto vedere da mia moglie vestito da donna ho detto che ero una bella ragazza. Le ho mandato le foto delle prove e ha dato il suo consenso, ha detto “sei un bel figone”. Questo è stato fondamentale.»

Il cast, il Sistina e lo sguardo al futuro
Con l’ingresso di Mauro Casciari sono cambiate alcune dinamiche in scena. Come ha vissuto questo passaggio?
«Ho avuto paura, perché era la sua prima volta a teatro e il Sistina mette un’ansia terribile. Lui poi è completamente diverso da Enzo Iacchetti però posso garantire che lo spettacolo funziona davvero alla grande con lui. Mi è dispiaciuto tantissimo che Enzo che non l’abbia fatto, questo non lo nascondo perché con lui si era instaurato un rapporto meraviglioso dentro e fuori del teatro. C’era quella complicità che nasce appena vedi una persona e conosci già tutto, basta uno sguardo. Mi era capitato con Veronica Pivetti quando lavoravamo nella serie Provaci ancora Prof!: c’era un’alchimia unica, pazzesca. Con Mauro abbiamo trovato un nuovo incastro, diverso ma molto efficace anche perché la gente risponde bene.»
Cosa vi siete detti quando vi siete incontrati la prima volta?
«In realtà il primo approccio è stato un messaggetto su Instagram. Gli ho scritto: “Sei pronto?” e lui mi ha risposto: “Tutto in salita”. Poi abbiamo iniziato a provare e abbiamo trovato l’intesa che serviva.»
Parlava di “ansia “da Sistina”: cosa si prova davvero?
«C’è un’aria diversa, non so, anche quando feci Mamma Mia!, dopo oltre 300 repliche il ritorno al Sistina mi ha riportato a sentire un’energia diversa. Si sente proprio presenza di grandi attori.»
In tournée con Tootsie
Tootsie sarà in scena al Sistina di Roma fino all’1 febbraio. Il 7 e l’8 febbraio arriva a Firenze, al Teatro Verdi. Dal 17 al 19 febbraio sarà in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e dal 28 febbraio ad Imperia, al Teatro Cavour. Il 14 e 15 marzo a Modena, al Teatro Comunale e il 17 marzo a Bolzano, al Teatro Comunale.
Alla fine di marzo Paolo Conticini inizierà a girare una nuova serie di puntate di Cash or Trash, in onda sul Canale NOVE.
[-]