Roberto Passaro: Polipi endometriali, i segnali da non sottovalutare
Il dottor Roberto Passaro si occupa di patologie ginecologiche, sterilità di coppia, menopausa, fecondazione assistita ed endoscopia ginecologica. È operatore…
Il dottor Roberto Passaro si occupa di patologie ginecologiche, sterilità di coppia, menopausa, fecondazione assistita ed endoscopia ginecologica. È operatore accreditato SIEOG e SEGI, con Certificazione Europea di Endoscopia GESEA.
Dottor Roberto Passaro, si parla molto, e spesso impropriamente, di polipi endometriali. Cosa sono e quando intervenire?
«I polipi endometriali sono escrescenze benigne del rivestimento interno dell’utero (endometrio) che si sviluppano quando le cellule endometriali si moltiplicano in modo anomalo. Possono presentarsi come singole formazioni o multiple e variare per dimensioni da pochi millimetri a diversi centimetri».
Per quanto riguarda i sintomi?
Molti polipi sono asintomatici, ma in alcuni casi possono causare vari sintomi e disturbi quali: sanguinamenti uterini anomali (spotting, perdite intermestruali o mestruazioni abbondanti); sanguinamento dopo la menopausa; difficoltà a concepire o aborti ricorrenti; dolori pelvici (più rari). Anche quando non provocano sintomi evidenti, è fondamentale non sottovalutarli, specialmente se diagnosticati in post-menopausa o in donne con difficoltà riproduttive. L’ecografia transvaginale rappresenta il primo strumento diagnostico, ma l’esame che consente una valutazione definitiva è l’isteroscopia: una procedura ambulatoriale mini-invasiva che permette di visualizzare direttamente la cavità uterina. Attraverso l’isteroscopia diagnostica è possibile confermare la presenza del polipo, valutarne con precisione forma, dimensioni, vascolarizzazione e sede.
L’asportazione dei polipi è consigliata in quali casi?
«In caso di sintomi (sanguinamento, dolore, infertilità); in presenza di polipi superiori a un centimetro. Nel caso di donne in menopausa, se ci sono fattori di rischio oncologico; se si sospetta un’alterazione strutturale dell’endometrio; prima di iniziare un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)».
Come avviene l’asportazione dei polipi?
«Tramite isteroscopia: oggi è la modalità più efficace, sicura e conservativa. Rispetto al raschiamento “alla cieca”, la visione diretta consente la rimozione completa e precisa del polipo; riduzione del rischio di recidiva; preservazione della fertilità; minimo trauma alla mucosa uterina. L’intervento viene eseguito in ambulatorio o in day surgery, con un recupero rapidissimo e senza necessità di ricovero».
L’alimentazione può aiutare? E se sì, cosa mangiare?
«Non esiste un’alimentazione che garantisca la prevenzione dei polipi endometriali, ma alcune abitudini alimentari possono contribuire a mantenere un equilibrio ormonale e metabolico che potrebbe ridurre alcuni fattori di rischio. I polipi endometriali sono spesso influenzati dagli estrogeni e sono più frequenti in presenza di sovrappeso, obesità, sindrome metabolica e altre condizioni associate a un’eccessiva stimolazione estrogenica».
Alimenti da privilegiare?
«Verdura e frutta abbondanti (soprattutto verdure a foglia verde, crucifere come broccoli, cavolfiore, cavolo). Cereali integrali (avena, orzo, farro, riso integrale). Legumi (lenticchie, ceci, fagioli). Pesce, in particolare quello ricco di omega-3 (salmone, sardine, sgombro). Frutta secca e semi (noci, mandorle, semi di lino e chia). Olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi».
Alimenti da limitare?
«Zuccheri aggiunti e bevande zuccherate. Prodotti ultraprocessati. Carni lavorate (salumi, insaccati). Eccesso di carne rossa. Consumo elevato di alcol. Peso corporeo e attività fisica. In generale, mantenere un peso nella norma è probabilmente una delle strategie più importanti. Il tessuto adiposo produce estrogeni, quindi il sovrappeso può aumentare la stimolazione dell’endometrio».
E per quanto riguarda la vitamina D?
«Alcuni studi suggeriscono possibili associazioni tra bassi livelli di vitamina D e varie patologie ginecologiche, ma non ci sono prove sufficienti per raccomandare integratori specificamente per prevenire i polipi endometriali. Se si sospetta una carenza, è utile parlarne con il medico».
Un modello alimentare consigliato?
«La dieta mediterranea è probabilmente il modello con le migliori evidenze generali per la salute metabolica e ormonale: molta verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce, olio d’oliva e pochi alimenti ultraprocessati».
È possibile fare prevenzione?
«È possibile ridurre alcuni fattori di rischio, ma non esiste una prevenzione certa dei polipi endometriali».
Cosa si può fare per ridurre il rischio?
«Mantenere un peso corporeo sano, perché il tessuto adiposo produce estrogeni. Praticare attività fisica regolare. Controllare pressione arteriosa e metabolismo. Effettuare controlli ginecologici periodici, soprattutto in presenza di fattori di rischio o sintomi. Segnalare al ginecologo eventuali sanguinamenti anomali, anche se lievi».
Ha ricevuto di recente il prestigioso Premio Malafemmena. Le sue emozioni al riguardo?
«È stata una bellissima esperienza e soprattutto gratificante. Quando si è premiati per il proprio lavoro significa che si sta percorrendo la strada giusta. Dedico il premio a mia moglie Fortuna, ai miei figli Fabrizia, Monica e Aldo, alle pazienti e a tutto lo staff».