Rocco Siffredi e Roberto Alessi s’incontrano in aereo, durante un volo da Roma a Milano. Forte vento, tanta paura. Scappa un’intervista. Eccola qui. 

Se avessi una figlia in età da marito e mi dicesse di essersi innamorata di un pornoattore e di volerlo sposare forse chiamerei i Carabinieri. Ma ecco che incontro in aereo Rocco
Siffredi e la moglie ungherese Rosa, un tempo sua collega, oggi solo moglie e madre.
C’è un vento che ci porta via (scopro poi, 200 km orari!).
L’aereo balla ancora prima di accendere i motori.
Paura?
«No, andrà tutto bene». Tocchiamo ferro. Intanto si parte, Rocco rassicura la moglie,
la bacia teneramente,poi, in volo, si appoggia sul suo ventre e lei, come se avesse accanto a sé un bambino, lo tranquillizza accarezzandolo sulla testa. L’aereo balla di brutto.
Ma chi ha paura tu o lei?
«Lei, l’ho tranquillizzata».

Sì, ma la testa l’hai appoggiata tu. Facevi tenerezza e vista la tua fama, tenerezza non è il primo sentimento che susciti.
«In effetti era lei a tranquillizzare me».

Siete una società di mutuo soccorso.
«Esattamente come devono essere le coppie, quelle che si amano come noi».
Da quando siete sposati?
«25 anni».
Siete un miracolo rispetto a certe coppie che si lacerano a suon di critiche.
«Poveretti. Insieme da 25 anni e due fi gli pazzeschi, Lorenzo, che ha 21 anni, e
Leonardo, 19».
Lorenzo faceva il modello per Mason’s.
«E avrebbe anche continuato, ma è diventato troppo alto: è un metro e novanta e passa, troppo per fare il modello, fa parte della nazionale di atletica ungherese e andrà
all’accademia d’arte».
E l’altro?
«Ha il fisico da modello, perfetto, ma preferisce studiare
finanza».

di Roberto Alessi