Scuola di Seduzione Novella 2000 n. 29 2020 Michele Morrone Barbara Fabbroni_censored

A Scuola di Seduzione con Barbara Fabbroni: la fantasia viaggia con Michele Morrone

Nella Scuola di Seduzione di Barbara Fabbroni si parla del successo di Michele Morrone e del film 365 Days che lo ha trasformato in una star internazionale.

Le immagini scorrono veloci, intriganti, coinvolgenti. La fantasia si inalbera in itinerari inconsueti, che travolgono in un vortice di emozione. Sei lì attaccata, o a ingurgitare una scena dopo l’altra, nonostante la trama non sia poi così avvincente. Rapisce la capacità di persuasione del protagonista che coi suoi muscoli scolpiti di fino, lo sguardo bollente, la carnagione ambrata, i capelli neri, gli occhi scuri fa navigare in paradisi erotici senza censure.

Nel film di Netflix 365 giorni con un irresistibile Michele Morrone non mancano gli ardenti amplessi consumati in barca

Ma anche in location di extralusso, manette e mascherine per il bondage, stanze “dei giochi” da far impallidire Mr. Grey. Il richiamo a 50 sfumature è dietro ogni frame. Nel bene o nel male, 365 giorni è uno dei film più chiacchierati del momento.

Una versione 2020 delle Cinquanta sfumature

Tratto da un romanzo erotico, divenuto in breve best seller, della polacca Blanka Lipinska, cui ne seguiranno altri (è una trilogia). Il merito del suo clamore è senza dubbio di Michele Morrone. Erotismo allo stato puro. Chi non vorrebbe almeno una volta trovarlo tra le proprie lenzuola?

Basta guardarlo, la fantasia inizia ad accavallarsi nella mente senza fine. Morrone piace, cattura lo sguardo anche il più distratto, intrappola in una sorta di limbo, dove ogni gioco erotico si fa coinvolgente e fa trasudare di sesso.

C’è chi ha visto la pellicola più e più volte

Non tanto per la trama, scontata e banale, quanto per le performance del bel Michele che sembra un Casanova del XXI secolo alle prese con un innamoramento senza precedenti. Anche i Casanova e gli uomini che non devono chiedere mai si innamorano! Oltre al sogno che accompagna l’immaginario nasce la speranza che il bello e irraggiungibile abbia un’anima e possa perdere la testa per una fanciulla.

Che cos’è che rende questo film polacco il più visto in questa estate rovente?

La trama è ben sceneggiata che tiene lo spettatore incollato allo schermo? La pellicola produce una scarica adrenalinica grazie all’azione che si vive scorrendo il film? Le scene erotiche sono così coinvolgenti che fungono quasi da porno, toccano le corde più sottili dell’eros, richiamano il sangue nelle vene, tanto da sperare di sperimentare ciò che i tuoi occhi hanno catturato? È merito del protagonista Michele Morrone, con un curriculum che fa invidia, un corpo, e capacità erotica, che porta tutti (uomini e donne) nel paese dell’eros esagerato? È una sorta di Mangiafuoco della lussuria?

Diciamocelo pure: basta lui a rendere la pellicola un capolavoro

È senza dubbio l’uomo più desiderato, giunto direttamente da Melegnano, un’ex moglie e due figli. Michele Morrone dà il meglio di sé sotto la doccia, ma l’attore nella vita reale sa farsi apprezzare anche nella quotidianità con la sua t-shirt e jeans che mostrano il bel mondo che si nasconde dietro.

Insomma, questo neodivo ha dalla sua la dote (rarissima per i tempi che corrono) di andar bene in ogni occasione. E mantiene sempre inalterata la sua enorme capacità erotica. Testosterone a mille che si sprigiona da ogni poro, un po’ come accadeva un tempo quando l’eroticità era legata alle figure femminili in abiti striminziti.

Vi ricordate le immagini sensuali delle dive degli anni ’50, ’60? Le foto dei calendari che hanno fatto epoca e hanno dato vita a un filone che poi si è perso in una pornografia troppo spinta? Quelle immagini facevano sognare. Ecco, Morrone, qui ha la stessa magia di quelle immagini eroticizzanti.

Ma perché l’immagine erotica aiuta?

Perché stimola la fantasia, facilita l’orgasmo auto-indotto aumentando l’eccitazione sessuale, promuovendo fantasie. Il fatto di poterci eccitare alla vista di attori coinvolti in scene erotiche dipende dal fatto che possiamo pensare che accada a noi, è come se accadesse sulla nostra stessa pelle, si attiva un’informazione neurale ricevuta dalla parte posteriore dell’insula, il centro corticale principale attivato dalle carezze e un nodo cruciale nel cervello emotivo.

Cioè, guardare un film in cui il corpo di qualcuno viene solo accarezzato. Attiva questo una parte del cervello dello spettatore che funge come carezza ricevuta. Il risultato finale è che la maggiore attività dei centri del tatto emotivo aumentano l’intensità e il piacere della sensazione del toccarsi da soli, rendendo più facile raggiungere l’orgasmo.

Ecco la risposta all’interrogativo perché 365 giorni sta spopolando

Viene visto più volte dallo stesso spettatore. Semplicemente come conferma la scienza: il campo neuronale che viene stimolato attiva una serie di risposte positive verso l’autoerotismo e non solo.

a cura di Barbara Fabbroni

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