Strage di Crans-Montana, arrestato Jacques Moretti: il proprietario del “Constellation” in carcere dopo l’interrogatorio
Strage di Crans-Montana, dopo oltre sei ore davanti ai magistrati di Sion, scatta il fermo per il titolare del locale…
Strage di Crans-Montana, dopo oltre sei ore davanti ai magistrati di Sion, scatta il fermo per il titolare del locale teatro del rogo di Capodanno. La moglie Jessica resta a piede libero. Accuse di omicidio, incendio e lesioni
L’arresto che cambia il corso dell’inchiesta
È arrivata una svolta nell’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana. Jacques Moretti, proprietario del bar “Le Constellation”, è stato arrestato al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore e mezza davanti ai magistrati della procura di Sion. L’uomo è ritenuto responsabile, insieme alla moglie Jessica, della strage avvenuta nella notte di Capodanno, quando un incendio nel locale ha causato la morte di almeno quaranta persone e il ferimento di centinaia di altre, tra cui sei giovani italiani.
Il fermo è stato disposto per pericolo di fuga, segnando un cambio di passo rispetto alle prime valutazioni degli inquirenti, che nei giorni immediatamente successivi alla tragedia avevano escluso la necessità di misure restrittive.
Le accuse: omicidio, incendio e lesioni
Jacques Moretti è ora detenuto con l’accusa di omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali colpose. La moglie Jessica, co-titolare del locale, è ai domiciliari,con braccialetto elettronico, ma risulta indagata per gli stessi reati. Per entrambi si tratta del primo interrogatorio formale da indagati, un passaggio che segna una nuova fase dell’inchiesta.
Gli inquirenti lavorano per ricostruire non solo la dinamica dell’incendio, ma anche le responsabilità gestionali e le eventuali violazioni che avrebbero trasformato una notte di festa in una catastrofe.
Il volto umano della tragedia
All’uscita dagli uffici della procura vallesana, Jessica Moretti si è fermata brevemente davanti ai giornalisti. In lacrime, ha rotto il silenzio con poche parole e in lacrime: ha detto che il suo pensiero va alle vittime e a chi sta ancora lottando, definendo l’accaduto “una tragedia inimmaginabile”. Ha aggiunto di non aver mai potuto immaginare un simile epilogo e ha chiesto scusa per quanto avvenuto nel loro locale.
Sei ore e mezza davanti ai magistrati
I coniugi Moretti si sono presentati a piedi nella sede della procura del Canton Vallese, nei pressi della stazione di Sion, accompagnati da tre avvocati. Davanti all’edificio li attendevano decine di giornalisti. Nessuna dichiarazione, nessuna risposta: né loro né i legali hanno commentato durante la giornata. Solo al termine del lungo confronto con i magistrati è arrivata la decisione che ha portato all’arresto di Jacques Moretti. Una misura che, secondo fonti giudiziarie, riflette la nuova valutazione del quadro probatorio emerso in queste settimane.
L’Italia apre un fascicolo sulla tragedia
Parallelamente all’inchiesta svizzera, anche la Procura di Roma ha aperto un procedimento per i reati commessi all’estero ai danni di cittadini italiani. Nel fascicolo si procede per omicidio colposo e incendio. Nei prossimi giorni, l’ambasciatore italiano in Svizzera incontrerà le autorità del Canton Vallese per fare il punto sull’andamento delle indagini. L’arresto di Jacques Moretti segna un passaggio cruciale, ma non chiude la storia. La giustizia dovrà stabilire responsabilità, colpe e nessi causali. Perché dietro i capi d’imputazione e i verbali d’interrogatorio c’è un’esigenza più profonda: restituire verità a chi ha perso tutto in quella notte di fiamme.