Aperto un fascicolo per il rogo del bar Le Costellation: 40 vittime, sei italiane. Decine di feriti, molti giovanissimi. Avviata la cooperazione giudiziaria con le autorità svizzere

 

La Procura di Roma apre un’inchiesta sulla strage

La tragedia di Crans-Montana entra ora anche nei palazzi della giustizia italiana. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine sul devastante incendio che ha colpito il bar Le Costellation, trasformando una notte di festa in una delle pagine più drammatiche della cronaca recente. Il procedimento è stato iscritto per i reati di omicidio colposo e incendio, in virtù della competenza dell’autorità giudiziaria romana sui fatti avvenuti all’estero che coinvolgono cittadini italiani.

Quaranta morti, sei italiani: il bilancio della tragedia

40 persone hanno perso la vita, sei delle quali di nazionalità italiana. Oltre cento i feriti, molti in condizioni gravissime. Tra loro, numerosi giovani, ricoverati in strutture sanitarie tra la Svizzera e l’Italia, in particolare a Milano. Il rogo ha travolto un locale affollato, in pochi istanti. Fumo, panico, fiamme: una sequenza che non ha lasciato scampo a chi si trovava all’interno. Ora, accanto al dolore delle famiglie, si fa strada l’esigenza di verità: comprendere se vi siano state responsabilità, negligenze, falle nei sistemi di sicurezza.

Il ruolo della Farnesina e il massimo riserbo degli inquirenti

Il Ministero degli Esteri ha già trasmesso una comunicazione formale alla Procura di Roma, avviando il necessario canale istituzionale. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: le indagini verranno delegate alle forze dell’ordine, con un lavoro di acquisizione documentale e di cooperazione internazionale. In questa fase non ci sono indagati noti, ma l’impostazione del fascicolo indica con chiarezza la direzione: ricostruire cause, dinamica, eventuali violazioni delle norme di sicurezza e ogni possibile responsabilità, senza scorciatoie né pressioni mediatiche.

L’Italia in Svizzera: incontri con le autorità del Canton Vallese

Sul fronte diplomatico, l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha annunciato incontri ufficiali a Sion con le autorità del Canton Vallese: governo locale, vertici della polizia cantonale e procura generale. L’obiettivo è uno solo: condividere informazioni, coordinare le indagini e garantire piena collaborazione giudiziaria.

Tra giustizia e memoria: la ricerca delle responsabilità

L’apertura del fascicolo a Roma non è soltanto un passaggio procedurale. È un segnale alle famiglie delle vittime, ai feriti, all’opinione pubblica: nulla deve restare nell’ombra. Capire se l’incendio sia stato il frutto di una fatalità, di un errore umano o di mancanze strutturali non è solo un dovere giudiziario, ma un atto di rispetto verso chi non c’è più. La giustizia, in casi come questo, non restituisce le vite perdute, ma può restituire dignità alla verità.