Il Tribunale di Sion conferma la custodia cautelare per l’imprenditore Jacques Moretti: molte le ombre di corruzione e omissioni decennali sui controlli di sicurezza

La giustizia elvetica ha impresso una svolta decisiva nelle indagini sul dramma che ha sconvolto la prestigiosa località di Crans-Montana. Il Tribunale di Sion ha convalidato l’arresto cautelare di Jacques Moretti, il noto proprietario del locale “Le Constellation”. Ha disposto la sua permanenza in carcere per almeno tre mesi. I magistrati hanno motivato questa scelta citando esplicitamente il concreto pericolo di fuga, un rischio che il Ministero Pubblico considera prioritario per garantire il regolare svolgimento dell’inchiesta. La decisione giunge come un atto dovuto dopo la terribile tragedia che ha causato quaranta vittime, trasformando un luogo di svago in un teatro di dolore e polemiche feroci.

Un vuoto normativo e amministrativo durato circa sei anni

Lo scenario inquietante va ben oltre la tragica fatalità di quella notte maledetta. Gli inquirenti hanno scoperto un vuoto normativo e amministrativo durato circa sei anni, durante i quali il locale non ha ricevuto alcuna visita ispettiva ufficiale. Queste ripetute omissioni suggeriscono che l’assenza di verifiche non sia frutto di una semplice dimenticanza burocratica da parte degli uffici competenti. Il sospetto degli investigatori si concentra ora sulla natura dei legami tra l’amministrazione comunale e il tessuto imprenditoriale locale, ipotizzando una rete di protezione occulta.

Si tratterebbe di un sistema di possibili conflitti d’interesse che avrebbe permesso alla struttura di operare senza i necessari requisiti di sicurezza. La magistratura sta esaminando numerosi documenti per capire se vi siano stati favoritismi diretti verso Moretti in cambio di vantaggi politici o economici. Mentre la comunità locale chiede giustizia per le quaranta vite spezzate, le autorità cercano di individuare i responsabili di una gestione che appare pericolosamente permissiva. Il silenzio delle istituzioni sui mancati controlli pesa ora come un macigno sulla reputazione di un intero sistema che avrebbe dovuto proteggere cittadini e turisti.

L’attenzione degli investigatori si sposta quindi verso le stanze del Comune, dove si sospetta che i vertici amministrativi abbiano chiuso gli occhi per troppo tempo. La convalida dell’arresto rappresenta solo il primo passo di una complessa battaglia legale che promette di scoperchiare un vaso di Pandora fatto di negligenze e silenzi colpevoli. Ogni giorno che passa emergono nuovi dettagli su come “Le Constellation” sia diventato una trappola mortale sotto lo sguardo distratto di chi doveva vigilare. La Svizzera intera attende ora che la verità processuale chiarisca se dietro questa strage si nasconda una corruzione sistemica radicata nel territorio.

Dario Lessa