Trump non si ferma e ora minaccia anche Messico, Colombia e Cuba
Il Presidente Donald Trump minaccia anche il Messico, la Colombia e Cuba
Non si ferma più Donald Trump! Il Presidente americano ora ha minacciato anche il Messico, la Colombia e Cuba e svelato quali sono le sue intenzioni. La situazione sta generando non poca preoccupazione.
Trump minaccia Messico, Colombia e Cuba
Donald Trump non sembra avere intenzione di fermarsi dopo la sua intensificazione delle pressioni sul Venezuela e le parole scomode sulla Groenlandia che tanto hanno fatto infuriare la premier danese. Durante una recente conferenza stampa sull’Air Force One, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato i suoi prossimi obiettivi geopolitici. Ha parlato del Messico, della Colombia e di Cuba. Le sue parole, dure e minacciose, non sono passate inosservate.
Riguardo al Messico, Trump ha dichiarato che il paese “deve darsi una regolata”, tornando a manifestarsi il conflitto tra gli Stati Uniti e il suo vicino meridionale. Non sono nuove le tensioni tra Washington e Città del Messico, è vero. Ma questa volta le parole del Presidente sembrano preparare il terreno per azioni più incisive.
La minaccia più diretta, però, è stata quella nei confronti della Colombia. Trump ha accusato il presidente colombiano Gustavo Petro di essere “un uomo malato”. Ha anche spiegato che il suo governo non durerà a lungo. In seguito aggiunto: “L’operazione Colombia mi sembra una buona idea”. Frase che sembra alludere a possibili interventi diretti nella nazione sudamericana, già alle prese con gravi difficoltà politiche interne.
Infine, Trump ha affrontato la questione di Cuba e Iran, due paesi sotto il radar della Casa Bianca. Sull’isola caraibica, Trump ha dichiarato che “Cuba sta per cadere”, visto che non riceverà più il petrolio sovvenzionato. Nonostante ciò, il Presidente ha evitato di specificare eventuali azioni concrete. Piuttosto ha affermato che “non credo che sia necessaria alcuna azione. Sembra che stia crollando”.
Per quanto riguarda il Venezuela, Trump non ha nascosto la sua intenzione di mantenere una presa ferma sul paese, dicendo che gli Stati Uniti “hanno bisogno di accesso totale al petrolio e ad altre risorse”. Le sue parole hanno chiarito che, per gli Stati Uniti, il controllo sulle risorse del Venezuela rimane una priorità. Infine ha sottolineato che non esclude ulteriori attacchi se il regime di Maduro dovesse “sgarrare”.
La situazione è davvero tesissima.
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