Roma – E’ la settimana delle settimane in Transatlanico. Quella decisiva per l’approvazione della legge sulle unioni civili. La Camera respinge le pregiudiziali di costituzionalità alla Legge Cirinnà. Giovedì è atteso il voto finale. Ormai lo scoglio più grande, il passaggio in Senato, resta solo un ricordo. Ma la legge sulle Unioni civili, asso nella manica del premier Renzi, verrà approvata senza la filiazione. Un elemento, questo, che fa storcere il naso a molti: soprattutto a quelli che hanno creduto dall’inizio in questa battaglia. Tra loro c’è il sottosegretario alla Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, renziano di ferro, sempre in prima fila alla Leopolda. “Quasi un anno fa decisi di smettere di alimentarmi per richiamare l’attenzione della nostra opinione pubblica sull’assenza di una legge sulle Unioni civili”. Lo scrive sul suo blog Ivan Scalfarotto. Per lui, però, non è ancora una legge perfetta. “In un mondo ideale avremmo una legge sul matrimonio ugualitario. O almeno una legge che copra anche il tema della filiazione. Eppure questa legge sarà una rivoluzione”.

L’ex presidente della Puglia Nichi Vendola, invece, seguirà il via libera alle unioni civili dal Canada, dove si trova attualmente con il suo compagno Eddy Testa e il piccolo Tobia Antonio, che la coppia ha avuto ricorrendo alla pratica dell’utero in affitto. Per Vendola si tratta di un figlio nato da “una bellissima storia d’amore”. Con queste parole commenta la sua paternità, smorzando ogni tipo di polemica e rifugiandosi per un po’ lontano dall’Italia.

In Transatlantico si parla prevalentemente delle Unioni civili. Che piacciono a molti. Si vede arrivare anche Paolo Bonaiuti, oggi all’Ncd e per anni vicinissimo a Silvio Berlusconi. Anche lui è favorevole alla Legge Cirinnà, con la madrina delle unioni civili dice di aver parlato nelle scorse ore in Senato. A lei Bonaiuti dà pieno appoggio. Lo afferma sul divanetto di Montecitorio con tanto di sorriso e tono pacato di voce. Con quell’eleganza nel vestire che lo contraddistingue da sempre: occhialoni da sole, pantalone grigio, giacca blu con bottoni dorati e maglioncino arancione sgargiante.  Ma le unioni civili convincono solo una piccola parte dei deputati di Forza Italia.  Il gruppo è indirizzato ad un doppio no: uno al testo, uno alla fiducia. Si voterà, comunque, secondo coscienza. Divisione secca nel Pd, tra i laici e i cattolici. Anche se la maggioranza dei parlamentari piddini, circa 300, è pronta a dire sì alle unioni civili. I pentastellati, che al testo in Senato nei mesi scorsi non hanno presentato emendamenti, daranno il loro “ok”. Ma non vogliono sentir parlare di fiducia su questo provvedimento. Favorevole il partito di Alfano alla Legge Cirinnà. Lo strappo con Renzi dei mesi scorsi viene ricucito. Lega e Fratelli d’Italia, invece, restano sul piede di guerra. A loro le Unioni civili non vanno proprio giù.

 

di Francesco Fedrella