A Venezia c’è un nuovo VIP: tutti pazzi per Mimmo
Tra gondole e vaporetti, la città si innamora del nuovo ospite del mare. Ma gli esperti avvertono: “Non avvicinatevi troppo”…
Tra gondole e vaporetti, la città si innamora del nuovo ospite del mare. Ma gli esperti avvertono: “Non avvicinatevi troppo”
Da qualche mese Venezia ha un nuovo protagonista, capace di strappare sorrisi e far dimenticare, almeno per un momento, la frenesia dei turisti e il fragore dei motori. Si chiama Mimmo, è un giovane delfino – probabilmente un esemplare di tursiope – e da luglio ha scelto la laguna come suo palcoscenico personale. Da inizio ottobre, gli avvistamenti si sono fatti sempre più frequenti: nel bacino di San Marco, tra gondole, taxi d’acqua e vaporetti, Mimmo emerge, gioca, salta, volteggia, quasi consapevole dell’effetto che provoca.
La star dei social
I veneziani lo hanno ormai adottato come una piccola mascotte, una presenza leggera e inaspettata in un contesto spesso dominato da preoccupazioni per l’ambiente, il turismo di massa e la fragilità della laguna. Ogni suo tuffo è accolto da un coro di “oh!” e da una pioggia di video e selfie che si moltiplicano sui social. Su TikTok spopola l’hashtag #MimmoIlDelfino, e qualcuno lo definisce già “il nuovo Leone di San Marco del mare”.
L’appello degli esperti
Ma dietro l’entusiasmo, gli esperti invitano alla cautela. “State ad almeno 50 metri di distanza e non dategli da mangiare”, è il monito che arriva dai biologi marini e dalla Capitaneria di Porto. La presenza del delfino, per quanto affascinante, potrebbe essere anche un segnale di disorientamento: non è comune che un esemplare si trattenga così a lungo in acque lagunari, dove il traffico nautico e il rumore potrebbero stressarlo. “È fondamentale lasciarlo libero nei suoi movimenti”, spiegano dal Centro di Ricerca Cetacei, “e non interferire con il suo comportamento naturale”.
Tra leggenda e realtà
Intanto, tra curiosi e fotografi, c’è chi giura di averlo visto “giocare” con una gondola, seguendo il ritmo dei remi come se fosse una danza. Altri raccontano che Mimmo si sia spinto fino a Burano, inseguendo un gruppo di pesci. Le sue apparizioni, ormai, sono diventate leggenda: c’è chi lo aspetta al tramonto, chi all’alba, e chi spera che resti ancora un po’, simbolo di una Venezia che, nonostante tutto, sa ancora sorprendere.
Il rispetto prima di tutto
Tra rumor e romanticismo, qualcuno sussurra che Mimmo abbia scelto la laguna per una ragione più poetica: la tranquillità del mare d’autunno, o forse la curiosità verso quella città sospesa tra acqua e cielo. Qualunque sia la verità, il suo passaggio ricorda a tutti che la natura, anche in un luogo così antropizzato, riesce ancora a farsi spazio e a imporsi con la sua meraviglia. Venezia lo guarda, lo filma, lo racconta. Ma a un patto ben preciso: ammirarlo sì, disturbarlo mai. Mimmo è un ospite, non un’attrazione. E se la sua presenza ci insegna qualcosa, è che il rispetto per il mare e per i suoi abitanti è la prima forma d’amore verso questa città che vive, da sempre, in equilibrio sull’acqua.
A cura di Dario Lessa
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