Agcom avvia un’istruttoria sul canale web Falsissimo
L’Autorità accende i fari su Falsissimo e sulla tv: rispetto della dignità umana nei casi di Garlasco e dei recenti…
L’Autorità accende i fari su Falsissimo e sulla tv: rispetto della dignità umana nei casi di Garlasco e dei recenti femminicidi
Il confine tra informazione digitale e spettacolo sensazionalistico finisce nuovamente sotto la lente delle istituzioni italiane. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha deciso di intervenire avviando una serie di verifiche mirate sul canale web “Falsissimo” diretto da Fabrizio Corona. La decisione del Consiglio si inserisce in un solco già tracciato per arginare la deriva etica che spesso caratterizza le piattaforme social.
Numerose segnalazioni su “Falsissimo”
Tutto parte dalle numerose segnalazioni giunte sul tavolo del Garante, molte delle quali portano la firma dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa. Le due sigle professionali hanno espresso forte preoccupazione per la gestione delle notizie sul canale “Falsissimo”, ipotizzando una violazione delle norme deontologiche. In una nota ufficiale, l’Autorità ha chiarito la propria posizione con estrema precisione tecnica.
Il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi
“Con riferimento alle recenti puntate del canale web ‘Falsissimo’, anche alla luce delle prese di posizione dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta odierna, ha dato mandato agli Uffici di verificare eventuali profili di competenza”, comunica l’Agcom attraverso i suoi canali istituzionali. Il fulcro della questione ruota attorno alla delibera n.7/24/CONS, che contiene le linee guida sull’applicazione del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi nei confronti degli influencer e il relativo Codice di condotta.
La gestione della cronaca della tv generalista
Tuttavia, l’attenzione del Garante non si limita al mondo del web ma torna a colpire anche la televisione generalista per la gestione dei casi di cronaca nera più sensibili. L’istituzione vuole infatti approfondire le modalità di copertura televisiva adottate per gli sviluppi del mai dimenticato ‘caso Garlasco’ e per la drammatica sequenza di femminicidi che ha sconvolto l’opinione pubblica negli ultimi mesi. Esiste il timore concreto che la ricerca spasmodica dello share possa calpestare la dignità delle vittime e dei loro familiari, trasformando il dolore privato in un macabro intrattenimento pomeridiano.
Il clima durante la seduta è stato particolarmente teso per la consapevolezza di dover agire su un terreno giuridicamente scivoloso. Alcuni commissari avrebbero spinto per una linea di estrema fermezza, convinti che l’attuale Codice di condotta per gli influencer sia solo il primo passo verso una regolamentazione molto più stringente. L’obiettivo ultimo è quello di equiparare le responsabilità editoriali dei creatori di contenuti digitali a quelle dei direttori di testata, eliminando quelle zone grigie dove oggi fiorisce la disinformazione.
Mentre gli uffici tecnici iniziano a passare al setaccio i filmati di “Falsissimo”, il mondo dei media attende di capire quali saranno le sanzioni effettive in caso di violazione accertata. Questa mossa dell’Agcom rappresenta un monito chiaro per tutto il comparto della comunicazione italiana, dai grandi network televisivi ai singoli creator dotati di uno smartphone.
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