Il ministro Valditara risponde all’intervento dell’onorevole Piccolotti (AVS) su Novella 2000
Il capo del dicastero dell’Istruzione e del Merito ha voluto replicare alle dichiarazioni che la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha rilasciato per la cover story del numero di Novella 2000 attualmente in edicola.
Nel nuovo numero di Novella 2000, in edicola da mercoledì 22 aprile 2026, è presente un lungo confronto su cinque grandi tematiche legate al mondo femminile: lavoro, famiglia e la lotta urgente contro la violenza di genere. A rispondere sono state dieci rappresentanti femminili del mondo della politica, tra cui Elisabetta Piccolotti, deputata del partito Alleanza Verdi e Sinistra. All’onorevole, come alle altre intervistate, è stato riportato il seguente dato:
«In base all’Indagine sulla violenza contro le donne diffusa da Istat, nel 2025 sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9 per cento) le italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno un’aggressione sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età). Nel 18,8 per cento dei casi si tratta di violenze fisiche, mentre il 23,4 per cento delle segnalazioni sono di tipo sessuale. Tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7 per cento delle donne. Dati che, guardando l’allarmante continuità dei fatti di cronaca, non sorprendono».
Questa la risposta di Piccolotti: «L’idea che le donne sia in fondo e prima di ogni altra cosa l’oggetto della sessualità maschile viene continuamente confermata nell’immaginario sociale: si pensi a cosa viene in questo senso dalla lettura collettiva e globale degli Epstein Files, da questa vicenda orribile di uomini che usano il loro straordinario potere politico ed economico per abusare di giovani donne trattate come sex toys. Serve cambiare la cultura non solo il diritto. Si parte ovviamente dalle scuole e dall’istituzione di tempo scuola strutturalmente dedicato all’educazione sessuo-affettiva. Che il Ministro Valditara abbia voluto imboccare la strada opposta, quella di rendere più difficile con il consenso informato persino la realizzazione dei progetti che in questi campo si fanno nelle scuole da vent’anni è molto grave».
A seguito di questo intervento, il ministro Giuseppe Valditara, ha chiesto di poter replicare. L’intervento del capo del dicastero dell’Istruzione e del Merito, avrà spazio anche sul prossimo cartaceo di Novella 2000, in edicola il 6 maggio. In attesa dell’uscita, di seguito pubblichiamo la lettera ricevuta dal direttore:
«Gentile Direttore, ho letto su Novella 2000 le dichiarazioni di Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs, secondo cui il Ministro Valditara, con la legge sul consenso informato, renderebbe più difficile la lotta contro i pregiudizi e la violenza contro le donne. Si tratta di una affermazione non corrispondente al vero. Nelle nuove Linee guida sulla Educazione civica e nei nuovi programmi scolastici, per la prima volta viene contemplata non solo l’educazione al rispetto, a relazioni corrette e all’empatia, ma si prevede anche espressamente, come obiettivo obbligatorio di apprendimento, l’educazione contro la violenza, la discriminazione e gli stereotipi di genere. A questo proposito, sempre per la prima volta, sono partiti, a carico di Indire, corsi di formazione dei docenti per l’insegnamento dei suddetti argomenti nelle scuole. Dunque per la prima volta viene affrontato in modo organico, strutturato e obbligatorio il tema della violenza e della discriminazione contro le donne.
La legge sul consenso informato, come chiarisce proprio il rinvio ai nuovi programmi scolastici, riguarda invece essenzialmente le tematiche della identità di genere, binaria (solo maschile e femminile) o plurima (anche neutra), che nulla hanno a che vedere con la questione della violenza sulle donne. Le tematiche “gender” non potranno essere oggetto di insegnamento nella Scuola primaria (elementare) e potranno essere affrontate solo con il consenso dei genitori di alunni minorenni nella Scuola secondaria (media e superiore)».
Giuseppe Valditara
Ministro dell’Istruzione e del Merito