Politica, le donne del Parlamento rispondono a Novella 2000 su occupazione, maternità e violenza
Dieci rappresentanti della politica italiana rispondono a Novella 2000 sui grandi temi e le problematiche del mondo femminile.
Rappresentanza, occupazione e violenze. Questi i grandi temi dell’attualità cui il mondo femminile viene associato quando si fa informazione. In quella generalista tornano a galla ogniqualvolta esce una nuova ricerca o succede un fatto di cronaca. Novella 2000, per inaugurare il suo nuovo corso, ha raccolto i dati che riguardano questi fenomeni e ha contattato i partiti politici di questa legislatura per chiedere un commento e quali sarebbero le loro soluzioni.
Le donne della politica rispondono a Novella 2000
Avs, Azione, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Italia Viva, Lega per Salvini premier, Movimento 5 Stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e + Europa non solo hanno deciso di darci un loro contributo, ma hanno risposto a Novella 2000 attraverso un volto femminile del partito. Dalle loro risposte è emerso come maggioranza e opposizione abbiano una visione condivisa di urgenze e misure da adottare per risolvere i numerosi problemi che le donne devono costantemente affrontare sul lavoro, come madri e professioniste, nella vita quotidiana contro violenza e gender gap.
Se parliamo di occupazione femminile, ad esempio, possiamo vedere che è aumentata nell’ultimo decennio. Siamo passati dal 50,5 per cento del terzo trimestre 2015 al 58,3 per cento dello stesso periodo del 2025. In parallelo, però, si è ampliato il divario con l’UE: da 12,7 punti è salito a 13,2. Nella fascia d’età tra i 15 e i 64 anni nel 2024 era attivo il 57,6 per cento delle donne, oltre 13 punti in meno della media UE. Nel Mezzogiorno tale quota, sottolinea Eurostat, crolla al 43,1 per cento.
È sempre Eurostat a spiegare che le italiane occupate tra i 25 e i 49 anni sono nel complesso il 64,9 per cento delle cittadine, lanciando, però, al contempo l’allarme che se per chi non ha figli la percentuale sale al 68,5 per cento, scende al 64,8 con un figlio, al 62,5 con due e al 42,3 con tre figli o più, arrivando a crollare al 36,6 per cento se l’ultimo bambino ha meno di sei anni. Gli studi di settore parlano chiaro: se l’Italia riuscisse a rimuovere gli ostacoli che le cittadine si trovano di fronte dopo la maternità nei prossimi vent’anni si riuscirebbe a colmare più di un terzo del divario di genere nell’occupazione.
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In base all’Indagine sulla violenza contro le donne diffusa da Istat, nel 2025 sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9 per cento) le italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno un’agressione fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età). Nel 18,8 per cento dei casi si tratta di violenze fisiche, mentre il 23,4 per cento delle segnalazioni sono di tipo sessuale. Tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7 per cento delle donne. Dati che, guardando l’allarmante continuità dei fatti di cronaca, non sorprendono.
E infine, secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno, nel 2025 i femminicidi sono diminuiti del 18 per cento rispetto all’anno precedente. Sono state infatti 97 le donne assassinate lo scorso anno rispetto alle 118 del 2024, alle 120 nel 2023 e alle 130 del 2022. Se guardiamo invece al 2026, al momento in cui questo numero di Novella 2000 va in stampa, l’Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT) di Non Una Di Meno registrava già 15 femminicidi dall’inizio dell’anno, segnalando, però, altri 37 tentati casi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali.
Per scoprire cosa hanno risposto le 10 rappresentati al Parlamento, l’articolo integrale si trova sul numero di Novella 2000 attualmente in edicola, mentre per avere la vostra copia digitale a metà prezzo cliccate QUI
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