Enzo Iacchetti torna a far discutere con un intervento dai toni accesi durante la rassegna “Naturalmente Pianoforte” ad Arezzo. Il conduttore si definisce «militante comunista» e attacca Vannacci, Salvini, Schillaci e il governo Meloni sulla gestione di temi come sanità, politica e guerra a Gaza.

Enzo Iacchetti torna all’attacco: dal palco di Arezzo rivendica il suo impegno politico

Enzo Iacchetti è tornato a mostrare un lato più combattivo, quello di un artista pronto a intervenire sui temi politici e sociali senza filtri. Il conduttore e comico lo ha fatto durante un incontro pubblico a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, nell’ambito della rassegna Naturalmente Pianoforte, organizzata da Andrea Scanzi.

Davanti al pubblico, Iacchetti ha parlato a ruota libera delle proprie idee, tornando anche sulle polemiche che lo avevano coinvolto nei mesi precedenti. Il riferimento è soprattutto al confronto televisivo avuto a È sempre Cartabianca con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, durante un acceso dibattito sulla guerra a Gaza. In quell’occasione, dopo la provocazione «definisci bambino» rivolta al tema delle vittime palestinesi, il conduttore aveva reagito duramente, alimentando un ampio dibattito pubblico.

A Pratovecchio Iacchetti ha ribadito la propria posizione politica, definendosi apertamente un «militante comunista». Una definizione che, secondo lui, non rappresenta un insulto ma un’identità legata a determinati valori. “Non trovo che la definizione sia un’offesa perché al di là dei milioni di persone che ha ucciso Stalin, non ho mai più conosciuto un delinquente che facesse parte del partito comunista“, ha dichiarato.

Il conduttore ha poi spiegato cosa significhi, secondo la sua visione, appartenere a quell’area politica: “Essere comunista vuol dire aiutare i poveretti, difendere i bisognosi, parlare male di chi governa uno Stato e lo sta riducendo in poltiglia, parlare male di eserciti e guerrafondai“. Secondo Iacchetti, dunque, il comunismo rappresenta soprattutto un sistema di valori legato alla difesa delle persone più fragili e alla critica del potere.

Enzo Iacchetti attacca Vannacci, Salvini e Meloni: scoppia la bufera

Durante l’incontro, Iacchetti non ha risparmiato nemmeno alcuni colleghi del mondo dello spettacolo. Al centro delle sue dichiarazioni è finito anche Francesco De Gregori, criticato per alcune riflessioni sul ruolo degli artisti nella politica. “Chi si espone, si espone. Chi sta zitto, sta zitto. Ma io preferisco uno che sta zitto piuttosto che uno che dice che gli artisti non devono esporsi“, ha affermato il comico. Poi ha aggiunto una nuova stoccata al cantautore: “Dicendo così ti sei già esposto dall’altra parte, caro De Gregori“. Una frase accompagnata da una battuta ironica: “Ora ho capito perché non ho mai capito la Donna Cannone“.

Il momento più acceso della serata è arrivato quando il conduttore ha parlato dei suoi “25 sogni”, tanti quanti, con ironia, ha associato al numero dei ministri italiani. “Ho 25 sogni, come i ministri italiani, ma ne dirò solo due o tre“, ha spiegato prima di iniziare il suo lungo intervento contro alcuni esponenti politici. Il primo bersaglio è stato Roberto Vannacci e il tema della cosiddetta “remigrazione”. Iacchetti ha immaginato una situazione capovolta, dichiarando: “Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione“. Poi ha aggiunto: “Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora“. Il comico ha proseguito il suo ragionamento facendo riferimento anche ai lavori più pesanti e meno tutelati: “E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradi, perché io non vedo mai un bianco farlo. Non c’è un bianco che asfalta le strade di notte a 40 gradi“.

Nel mirino è finito anche Matteo Salvini, chiamato in causa per il ruolo di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Iacchetti ha espresso un desiderio provocatorio: “Vorrei che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti provasse un giorno a salire su un Frecciarossa, in seconda classe: deve essere lì quando il treno si ferma tra Parma e Bologna per quattro ore senza aria condizionata, non in executive, dove l’aria condizionata funziona sempre“.

Parole ancora più dure sono state rivolte al ministro della Salute Orazio Schillaci. Il comico ha collegato la sua critica alle difficoltà del sistema sanitario pubblico e alle lunghe liste d’attesa: “Vorrei vedere il ministro della Sanità andare in ospedale e avere bisogno di una tac o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere, ci dispiace la prima libera è tra otto mesi“. Poi ha aggiunto: “E allora voglio vederlo morire prima come succede in tanti casi“.

Gaza e il confronto con il governo: Iacchetti torna al centro delle polemiche

L’ultimo passaggio dell’intervento ha riguardato Giorgia Meloni e la posizione del governo italiano sul conflitto in Medio Oriente. Iacchetti ha immaginato un confronto futuro tra la presidente del Consiglio e la figlia, ipotizzando che un giorno possa chiederle conto delle decisioni prese durante la guerra a Gaza. “Mi piacerebbe sapere cosa risponderà questa signora, questa mamma, tra vent’anni, a sua figlia che leggerà sui libri di storia di 25.000 bambini ammazzati, a volte trucidati, a cui sono state tagliate le gambe“, ha detto il conduttore. Nel suo discorso ha poi aggiunto: “E questa bambina ormai adulta andrà a chiederle: ‘Mamma, ma quell’anno lì non eri il presidente del Consiglio? E perché non hai mai detto un caz*o su queste cose?‘”.

Nel corso dell’incontro di Arezzo, il conduttore ha confermato la volontà di continuare a esporsi pubblicamente. Lontano dagli studi televisivi, ma comunque davanti alle telecamere, ha scelto ancora una volta una linea senza compromessi, rivendicando il ruolo degli artisti nel dibattito pubblico.