“Cacciato dal casinò”, grossi guai per Jannik Sinner: cos’è successo
Darren Cahill svela il curioso lato di Jannik Sinner alle prese con le carte: secondo il coach, la sua “poker face” non basterebbe per un casinò.
Darren Cahill racconta il lato più curioso di Jannik Sinner fuori dal campo: il numero uno del mondo si diverte con le sfide a carte insieme al suo team, tra bluff, sorrisi sospetti e una “poker face” che, secondo il coach, non gli permetterebbe di resistere a lungo in un casinò. La voglia di vincere dell’azzurro non si ferma mai, nemmeno lontano dalla racchetta.
Jannik Sinner, il ginocchio sotto controllo: ora la decisione su Cincinnati
Dopo il trionfo a Wimbledon, Jannik Sinner sta gestendo un fastidio al ginocchio destro che ha richiesto attenzione da parte del suo staff. Il problema, nato dopo la caduta nel match d’esordio ai Championships contro Kecmanovic, non sembra preoccupante, ma ha spinto il team del numero uno al mondo a valutare con prudenza la sua partecipazione all’Atp di Cincinnati. Dopo una prima visita al JMedical, il campione azzurro si è sottoposto a un controllo approfondito presso la clinica Physioclinic di Milano con il professor Gianluca Melegati, che avrebbe fornito indicazioni rassicuranti e prescritto un percorso di fisioterapia.
Tornato a Montecarlo, Sinner ha ripreso ad allenarsi al Country Club mostrando buone sensazioni e piena intensità. Restano però tre possibilità in vista del torneo americano: partire come previsto e giocare Cincinnati, posticipare il viaggio per completare le cure oppure rinunciare al Masters 1000 per concentrarsi sugli US Open. Un eventuale forfait non comprometterebbe il suo percorso, visto che l’obiettivo principale resta arrivare a New York nelle migliori condizioni fisiche. Per ora il quadro appare positivo, ma saranno i prossimi giorni a chiarire la scelta definitiva del numero uno del mondo.
La passione per il burraco e la “poker face” di Jannik Sinner
L’interesse di Sinner per le carte è noto da tempo all’interno del suo entourage. Nel team il burraco è diventato una sorta di tradizione, introdotta dal fisioterapista Giacomo Naldi, e nei momenti di pausa tra un allenamento e l’altro non mancano le sfide tra i componenti dello staff. Durante il torneo di Cincinnati del 2025, ad esempio, il tennista era stato immortalato mentre giocava a carte con il suo team dopo aver improvvisato anche una partita a basket con un cestino, approfittando dello stop causato dalla pioggia.
Lo stesso Sinner, in passato, aveva spiegato quanto ritenga importante non lasciare trasparire le proprie emozioni durante le partite: “Sembro tranquillo dall’esterno? Sì, dall’esterno… dentro è un completo disastro. C’è una tempesta in corso. A volte devi giocare con la poker face“. Una frase che racconta bene il contrasto tra l’immagine impassibile mostrata in campo e l’intensità emotiva che il campione vive durante ogni sfida.
Jannik Sinner, il sorriso lo tradisce: Cahill rivela il curioso motivo per cui fallirebbe al casinò
Jannik Sinner non mostra il suo spirito competitivo soltanto sui campi da tennis. Il numero uno del ranking mondiale, infatti, coltiva da tempo una passione per i giochi di carte, diventati un momento di svago ricorrente insieme al suo staff. Un aneddoto curioso è stato raccontato dal suo allenatore Darren Cahill nel libro The Cruelest Game: Chasing Greatness in Professional Tennis, scritto dal giornalista americano Matthew Futterman.
Con tono scherzoso, il tecnico australiano ha descritto il comportamento dell’azzurro durante le partite: “Dobbiamo stare attenti a Jannik. È un po’ uno da giochi di prestigio. Ogni tanto sparisce qualche carta mentre giochiamo e bisogna tenerlo d’occhio. Di solito, quando sorride sappiamo che qualcosa non è filato liscio“. Alla domanda dell’autore del libro sulla sua capacità di mantenere una vera poker face, Cahill ha risposto con la consueta ironia: “Lo caccerebbero da un casinò di Vegas abbastanza in fretta“.