Gualdi Novella 2000 n. 11 2021

Belle da Vicino di Alessandro Gualdi: migliorare le curve senza strafare

Formosa ma senza esagerare: questo il mantra da adoperare secondo il dottor Alessandro Gualdi, che commenta il gusto per l'eccesso attualmente in voga negli USA.

Nuovo canone di bellezza

Una serie di articoli pubblicati nelle scorse settimane sulla stampa internazionale, e ripresi anche dai giornali italiani, ha richiamato l’attenzione sull’affermazione di un nuovo canone di bellezza femminile. Al corpo snello, filiforme, quasi androgino di tendenza qualche tempo fa (Kate Moss per intenderci), si starebbe sostituendo il modello cosiddetto a clessidra: seno abbondante, vita stretta, fianchi pronunciati e sedere molto, molto voluminoso. Anzi, diciamola tutta: grosso e sporgente tipico di certe donne nere. E non stiamo parlando certo di Naomi…

Tendenza Kardashian

Regine di questa tendenza sono Beyoncé, Rihanna e soprattutto le sorelle Kim Kardashian e Kylie Jenner, che pur non essendo nere ma di origine armena e dunque caucasiche, hanno via via assorbito per scelta un’estetica che non appartiene loro per nascita. E per questo sono state anche accusate di appropriazione culturale. Ma questo è un altro discorso…

In Italia la donna a clessidra ha proporzioni meno esasperate. Diletta Leotta rimanda alle bellezze degli anni Cinquanta, maggiorate ma non al limite del fumetto (avete presente Jessica Rabbit?). Belen vanta un lato B che fa letteratura, alto e sporgente. Ma di certo non ha niente a che fare con i volumi esportati via Instagram dalle dive d’oltreoceano.

Per fortuna, lasciatemelo dire. Perché la rincorsa a curve fuori controllo spesso alimenta la richiesta di interventi tecnicamente possibili, ma esteticamente discutibili e soprattutto rischiosi se fatti in contesti non professionali.

Fatica e sudore in palestra

La via per ottenere un sedere tonico e alto passa dalla fatica in palestra. Tonnellate di squat (così si chiamano i piegamenti sulle gambe) ed esercizi mirati per i glutei sono inevitabili.

Il muscolo allenato tiene vigore, aumenta di volume, però potrebbe non arrivare alla forma desiderata. In questo caso la chirurgia può dare una mano.

Il lipofilling è controverso

Due le strade per aumentare il volume. Il lipofilling, che però è un intervento controverso, e che personalmente non pratico né consiglio, e l’inserimento di protesi che invece è una tecnica consolidata e di successo sicuro.

Le protesi possono essere posizionate sotto cute, intramuscolari o sottomuscolari, che è l’opzione che pratichiamo nel mio studio.

Un palloncino fuori asse

Inserire le protesi tra la cute e il muscolo è la soluzione esteticamente meno soddisfacente, perché nove volte su dieci si vede! E perché le protesi possono spostarsi nel tempo, con fastidi che vanno oltre il disagio estetico di avere un palloncino fuori asse lì dietro.

Inserire le protesi intramuscolo, cioè creando all’interno del gluteo una tasca per contenere il cuscinetto di silicone e gel, elimina il problema della mobilità. Ma è un intervento molto doloroso, e ha un tempo di ritorno alla vita quotidiana lungo.

L’inserimento sottomuscolare permette invece di operare con una tecnica mini-invasiva, che minimizza il disagio della paziente e dà grandi soddisfazioni in termini di estetica.

Nuova in quaranta minuti

L’intervento viene fatto in day surgery. L’operazione in sé dura una quarantina di minuti, e la sera stessa la paziente viene dimessa e può tranquillamente sedersi su suo nuovo lato B.

Le protesi sono molto resistenti, più dure e rigide di quelle usate per il seno, con un rivestimento più compatto e un gel più denso, studiate per reggere le sollecitazioni della zona cui sono destinate.

Vengono inserite tramite due piccole incisioni nel solco tra i glutei, in modo che le eventuali cicatrici restino comunque nascoste anche con i tanga più audaci.

In alto le chiappe

L’operazione dà proiezione in particolare al quadrante superiore del sedere. Quindi, alza il punto di attacco tra la schiena e i glutei creando quella curva sporgente tanto desiderata. E contemporaneamente, alzando la parte superiore, corregge anche il “sottochiappa”, dove eventuali difetti e abbondanze sgradite, andranno corrette con altre tecniche.

Ma agli squat non si scappa

La soddisfazione più grande, dal punto di vista estetico, arriva in glutei allenati. E qui si torna al punto di partenza. Per avere un lato B da scultura greca (la Venere Callipigia!) non si scappa: occorre fare tanta, tanta fatica in palestra.

Le protesi non solo non sono un limite alla palestra, ma possono essere alleate dell’esercizio. Pazienti atlete mi raccontano che i loro glutei sono diventati anche più performanti dopo l’inserimento delle protesi. Quindi, niente scuse: prima di venire dal chirurgo plastico e dopo averlo lasciato, ammazzatevi di squat. E dimenticatevi gli eccessi di Kim Kardashian e compagnia…

a cura di Alessandro Gualdi

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