Raffaele Sollecito è stato ospite a Belve. Intervistato da Francesca Fagnani, ha rilasciato delle dichiarazioni inaspettate sul caso del delitto di Meredith Kercher.

Belve Crime, Sollecito: le rivelazioni choc sul delitto di Perugia

Raffaele Sollecito è stato intervistato da Francesca Fagnani in una nuova puntata di Belve Crime, andata in onda martedì 19 maggio su Rai2. L’uomo ha raccontato alcuni dettagli inediti sul delitto di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007, e sulla sua vita da imputato e condannato in primo grado. “Sette italiani su dieci pensano ancora che io sia colpevole” sono state le sue parole, raccontando le tante pressioni psicologiche e le intimidazioni subite durante i primi interrogatori dopo l’omicidio. Sollecito ha parlato dei primi giorni dell’indagine, quando alcuni suoi cambi di dichiarazioni avevano convinto gli inquirenti che stesse cercando di nascondere le sue responsabilità e coprire Amanda Knox.

Francesca Fagnani ha citato uno dei suoi primi colloqui in questura, in cui aveva fatto marcia indietro. “Lei dice: vi ho riferito nel precedente verbale un sacco di cazzate perché Amanda mi aveva convinto della sua versione dei fatti e non ho pensato alle incongruenze” ha spiegato la conduttrice. “Quella frase non la dico io. Mi hanno detto: ti conviene firmare questa frase perché ti può aiutare. Tutto questo dopo che i poliziotti mi avevano minacciato e senza che fosse presente un mio avvocato” ha risposto Sollecito. Quando Francesca Fagnani gli ha chiesto di spiegare cosa significasse realmente che i poliziotti lo avevano minacciato, l’intervistato ha spiegato il suo punto di vista. “Sono stato in questura tutta la notte. Ero lì per dare chiarimenti, senza essere indagato. Ma quando sono arrivato mi hanno messo la luce in faccia e, oltre a intimidirmi, uno dei poliziotti mi ha detto: se ti alzi da questa sedia ti riempio di botte e ti lascio in un lago di sangue. Mi hanno detto che stavo continuando a proteggere quella ‘vacca’….mi dicevano che sarei stato tutta la vita in carcere” sono state le sue parole.

Raffaele Sollecito a Belve Crime: “Ho avuto paura di impazzire”

Raffaele Sollecito, che oggi ha 42 anni e vive a Bisceglie, in Puglia, vicino alla sua famiglia, ha parlato anche del periodo buio trascorso in isolamento. “Ho avuto paura di impazzire” ha dichiarato, raccontando di aver vissuto momenti di grande fragilità durante la detenzione. Oggi Sollecito lavora come ingegnere informatico. “Lavoro da remoto e progetto infrastrutture informatiche per aziende” ha spiegato.

Sollecito ha lasciato il capoluogo umbro e ha concluso gli studi a Verona “perché tornare a Perugia era impossibile“. “Ho ricostruito tutto sulle mie competenze: oggi sono un architetto del cloud e lavoro sulla sicurezza informatica in ambito europeo. Ho lasciato che i risultati parlassero per me” ha spiegato in un video pubblicato sui social. “Quando cammino per strada sento gli sguardi delle persone: alcuni curiosi, altri diffidenti. Ogni anno, quando i giornali ricordano Meredith, il mio nome riappare e ricomincia tutto da capo” ha aggiunto.