Tutto quello che devi sapere sul calendario, dal giovedì grasso al martedì grasso, per non perdere nemmeno una sfilata

Il calendario delle sfilate e dei festeggiamenti

Archiviato il Natale e messi via addobbi e luci, c’è già chi inizia a sbirciare il calendario alla ricerca della prossima occasione per fare festa. Il pensiero corre subito al Carnevale 2026, quel momento magico fatto di maschere, scherzi e tradizioni che sembrano non invecchiare mai. Ma, come ogni anno, la domanda sorge spontanea: quando si festeggia? A differenza di altre ricorrenze, il Carnevale è un “fuggiasco” del calendario, cambiando data di continuo e costringendoci ogni volta a ricalcolare i nostri piani per sfilate e party in maschera.

Perché la data del Carnevale cambia ogni anno?

Il motivo di questa variabilità non è un capriccio, ma un legame stretto con il calendario religioso. Tutto ruota attorno alla Pasqua. Poiché quest’ultima si calcola in base alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera (eredità della tradizione ebraica), trascina con sé tutte le altre ricorrenze mobili. Il Carnevale si chiude ufficialmente con l’inizio della Quaresima, il periodo di riflessione che parte con il Mercoledì delle Ceneri. Quindi, se la Pasqua arriva “alta” o “bassa”, il Carnevale si adegua di conseguenza, scivolando in avanti o indietro nei mesi invernali.

Il calendario ufficiale: segnate queste date sul diario

Per il 2026, la Pasqua cadrà il 5 aprile. Si tratta di una data piuttosto tardiva, il che regala al Carnevale un posizionamento interessante a metà febbraio. Ecco i giorni chiave da tenere d’occhio per non farsi trovare impreparati:

  • 12 febbraio 2026: Giovedì Grasso, il via ufficiale ai banchetti più ricchi.

  • 15 febbraio 2026: Domenica di Carnevale, il cuore dei festeggiamenti in piazza.

  • 17 febbraio 2026: Martedì Grasso, l’ultima occasione per eccedere prima del rigore quaresimale.

  • 18 febbraio 2026: Mercoledì delle Ceneri, che segna la fine del divertimento.

Un dettaglio curioso? La domenica di Carnevale quest’anno è “scomoda”: cade proprio nel weekend di San Valentino. Sarà una bella sfida decidere se optare per una cena romantica o un travestimento di coppia tra coriandoli e balli!

L’origine del nome: un addio (temporaneo) ai piaceri della gola

Ma oltre alle sfilate, cosa stiamo festeggiando davvero? L’etimologia della parola “Carnevale” ci riporta direttamente a tavola. Il termine deriva infatti dall’espressione latina carnem levare, che letteralmente significa “eliminare la carne”. Era il segnale che il tempo dell’abbondanza era terminato. Il Martedì Grasso era l’ultimo giorno utile per godersi piatti ricchi e succulenti, frappe e castagnole incluse, prima di entrare nelle settimane di astinenza e digiuno previste dalla Quaresima. Un ultimo peccato di gola collettivo prima del silenzio.

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