Crans-Montana, oltre 100 trecce per ricominciare: il dono dell’Italia ai ragazzi ustionati
Crans-Montana, dall’inferno del bar “Le Constellation”alla gara di solidarietà che ha unito lo Stivale A volte la solidarietà ha il…
Crans-Montana, dall’inferno del bar “Le Constellation”alla gara di solidarietà che ha unito lo Stivale
A volte la solidarietà ha il rumore delle forbici che scorrono e il peso di una ciocca che cade. Non è solo estetica, stavolta è qualcosa di molto più profondo, quasi viscerale. Stiamo parlando di oltre cento trecce, sì, avete letto bene, più di cento, che dall’Italia stanno partendo alla volta della Svizzera. Destinazione? Ai ragazzi rimasti coinvolti in quel maledetto incendio al pub “Le Constellation” di Crans-Montana, proprio durante i festeggiamenti di Capodanno.
Da Foggia alla Svizzera: il viaggio di una ciocca
Tutto è cominciato quasi in sordina grazie all’associazione “Il Cuore Foggia”, ma la cosa è sfuggita di mano nel modo più bello possibile. Quello che doveva essere un piccolo gesto locale è diventato un tam-tam nazionale che ha attraversato lo stivale. Dai saloni del Piemonte alle piazze della Toscana, passando per il Lazio, decine di donne hanno deciso di darci un taglio. Ma non per moda. Jole Figurella, che di questa mobilitazione è il cuore pulsante, lo ha ammesso senza giri di parole: decidere di privarsi dei propri capelli non è mai banale, è un sacrificio d’identità che però si trasforma in una carezza per chi, in quella notte di fuoco, ha perso molto più di un’immagine riflessa allo specchio.
Più che parrucche, sono gesti di umanità pura
Non stiamo parlando di una semplice fornitura tecnica. Realizzare queste parrucche per chi ha subito ustioni gravi significa restituire un pezzo di normalità a giovani vite stravolte in pochi istanti. La tragedia svizzera ha lasciato segni pesanti, ma la risposta arrivata dall’Italia dimostra che, quando c’è da metterci la faccia (e i capelli), la mobilitazione non conosce confini geografici. I parrucchieri coinvolti hanno lavorato gratis, le donatrici hanno impacchettato anni di crescita e il risultato è un carico di umanità che pesa molto più dei chilometri che separano Foggia dalle cime di Crans-Montana. Ogni treccia raccolta è una storia a sé, un messaggio muto ma potentissimo che dice a quei ragazzi: “Non siete soli mentre cercate di guarire”.
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