Cuori 3, la sfida impossibile delle Molinette: tra trapianti record e amori che non guariscono mai
Il medical drama che ha stregato l’Italia riparte col botto: Delia e Alberto di nuovo in corsia, ma stavolta il…
Il medical drama che ha stregato l’Italia riparte col botto: Delia e Alberto di nuovo in corsia, ma stavolta il nemico è un nuovo primario…
Diciamocelo chiaramente, non è la solita fiction ospedaliera tutta baci e stetoscopi di plastica. Cuori torna a battere (e forte) dal 1° febbraio su Rai 1 e, per chi mastica pane e serie TV, l’attesa è ai limiti della tachicardia. Siamo nel cuore degli anni ’70, a Torino, dove le Molinette non sono solo un ospedale ma un vero campo di battaglia per pionieri. La terza stagione ci sbatte in faccia quella medicina sporca di sangue e genio, dove si costruivano Holter a mano e si sognava il primo trapianto mentre il mondo fuori urlava per il divorzio e il femminismo. Delia Brunello e Alberto Ferraris, interpretati da una Pilar Fogliati in stato di grazia e un Matteo Martari sempre sul pezzo, tornano a dividersi tra intuizioni mediche che sembrano fantascienza e quei sentimenti che, a differenza delle valvole mitraliche, non si possono aggiustare con un bisturi.
Quel nuovo primario che vuole tagliare le ali al genio
La vera “bomba” di questa stagione è l’arrivo di un nuovo primario pronto a far saltare il banco. Immaginate la scena: una squadra abituata a osare l’impossibile, a sfidare la morte con prototipi di cuori artificiali e defibrillatori portatili, che si ritrova improvvisamente col fiato sul collo di chi predica prudenza estrema. È qui che il gioco si fa duro. Delia, col suo intuito diagnostico che fa impallidire i colleghi maschi, dovrà fare i conti con un ambiente che non le regala nulla. Il contrasto tra la scienza pura, quella delle notti insonni in reparto, e la nuova burocrazia ospedaliera creerà scintille che terranno i telespettatori incollati allo schermo per tutti e sei gli appuntamenti domenicali.
Non solo scienza: quando il destino ci mette lo zampino
Ma non illudetevi, perché il “cuore” del titolo non è solo quello anatomico. La tensione tra Alberto e Delia è un elastico pronto a spezzarsi, un groviglio di scelte etiche che farebbero tremare chiunque. E mentre loro cercano di salvare vite, ci sono Fausto e Virginia che ballano sul ciglio di un desiderio mai sopito. La chicca di quest’anno? L’inserimento di un sensitivo carismatico che metterà in crisi i camici bianchi, portando quel pizzico di irrazionale in un mondo di numeri e battiti. È l’Italia che cambia, che scopre che la fede nella scienza non basta a spiegare tutto. Preparate i fazzoletti, perché se è vero che la tecnologia avanza, i cuori spezzati restano la malattia più difficile da curare, anche per i migliori chirurghi del Paese.
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