L’eccezionale ondata di maltempo flagella l’isola trasformando le strade in fiumi e costringendo centinaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni

La furia del ciclone Harry picchia duro e non concede tregua alla Sicilia orientale. Stamane al risveglio si è ritrovata immersa in uno scenario di desolante distruzione e fango. Le previsioni meteorologiche avevano correttamente inquadrato l’intensità del fenomeno ma la realtà ha superato di gran lunga le peggiori aspettative dei residenti. Da Catania fino a Messina la costa appare irriconoscibile a causa di mareggiate imponenti che hanno letteralmente cancellato le spiagge e invaso i centri abitati vicini.

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Case distrutte sul lungomare di Mascali, Catania (ANSA/ORIETTA SCARDINO)

Nel capoluogo la situazione appare drammatica soprattutto lungo la zona costiera dove l’acqua del mare ha scavalcato i moli entrando prepotentemente nelle case. Le squadre di soccorso lavorano senza sosta da ore per evacuare decine di famiglie rimaste intrappolate ai piani bassi degli edifici sommersi. Un anziano residente ha descritto quei momenti spiegando che “non avevamo mai visto il mare entrare con tale violenza dentro le nostre stanze distruggendo ogni cosa”.

La situazione a Messina

Spostandosi verso nord la situazione non migliora affatto poiché la provincia di Messina combatte contro una valanga di fango che scivola implacabile dai versanti collinari. Molti piccoli comuni dell’entroterra risultano attualmente isolati mentre le reti idriche ed elettriche hanno subito guasti critici lasciando migliaia di cittadini al buio e senz’acqua. Il fango ha ricoperto intere carreggiate rendendo impossibile il transito dei mezzi di soccorso che tentano faticosamente di raggiungere le zone più colpite dal disastro.

Gli ingranaggi dell’emergenza hanno evitato il peggio grazie alla proroga tempestiva dell’allerta rossa decisa nella giornata di ieri. La chiusura delle scuole e il divieto di circolazione hanno limitato drasticamente il numero di potenziali vittime. 

Enna e provincia

Anche la provincia di Enna soffre pesantemente a causa di smottamenti che minacciano la stabilità delle arterie stradali principali isolando interi comparti agricoli della zona. Gli agricoltori osservano impotenti i propri raccolti svanire sotto la pioggia battente mentre le autorità locali chiedono con forza il riconoscimento dello stato di calamità. Le prossime ore saranno decisive per valutare l’entità totale dei danni e per iniziare una ricostruzione che si preannuncia lunga oltre che estremamente costosa.

Dario Lessa

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