Piazza Mignanelli, fiori bianchi e una frase sola per Hoeksema: “Sono devastato”. L’addio più intimo allo stilista che ha fatto della bellezza una disciplina emotiva

 

Roma non fa rumore, stavolta

Piazza Mignanelli è ferma, quasi trattenuta. Dentro, la camera ardente di Valentino Garavani è tutto tranne che teatrale. Bianca. Essenziale. Niente eccessi, solo eleganza e purezza. La bara è in legno chiaro. Sopra, rose bianche. Intorno, rose e gigli, sospesi anche in alto, come se qualcuno avesse voluto togliere peso all’aria. Gli amici e i familiari vestiti di nero.

Poi arriva Vernon Bruce Hoeksema

Poi compare Bruce Hoeksema. Silenzioso come sempre, mai alla ribalta, sempre un passo indietro. In braccio ha i carlini di Valentino. Porta via i due cagnolini. Sale su un’auto nera. Dice soltanto: “Sono devastato”. Non aggiunge altro. Non ne ha bisogno. Per chi lo conosce, è sempre stato così: discreto, riservato, dietro Valentino, per amore. Sempre.

 

Bruce Hoeksema -PhVincenzo Landi @IPA 

Bruce Hoeksema, quando amare significa discrezione

Di Hoeksema si sa sempre poco. E forse è una scelta precisa. Cresciuto tra Europa e Stati Uniti, una carriera da modello lasciata presto alle spalle. Nel 1984 entra nella maison Valentino come Executive Vicepresident. Rimane fino al 2001. Fa da ponte tra creatività e numeri, che è il lavoro più ingrato e meno raccontato. È lui a negoziare la prima vendita del marchio. Una cosa che pesa, anche se non fa glamour. Dopo, Asprey, poi il suo brand di accessori. Clienti come Michelle Obama e Gwyneth Paltrow. Ma oggi tutto questo non conta. O conta pochissimo. Conta quel gesto semplice. Prendere i cani. Andarsene. Non aggiungere altro.

I carlini di Valentino, presenza inevitabile

C’erano anche loro, come era inevitabile. I carlini di Valentino non erano semplici cani. Erano parte dell’immaginario, quasi quanto il rosso, quasi quanto una silhouette perfetta. Animali trattati con la stessa attenzione maniacale riservata agli abiti. Valentino, dietro l’icona mondiale, era anche questo.

@COPERTINA @Giandomenico D’Angelo /IPA