Il giovane talento bresciano domina la discesa di Kitzbühel precedendo Odermatt e Schieder in una giornata che entra nella storia dello sport italiano

Giovanni Franzoni ha scritto una pagina indelebile della Coppa del Mondo conquistando la discesa libera di Kitzbühel con una prestazione che rasenta la perfezione tecnica e il coraggio puro. Dopo il segnale lanciato con il terzo posto a Wengen e il dominio nelle prove cronometrate, l’azzurro ha confermato di essere il nuovo padrone della velocità mondiale.

Una discesa interpretata con una ferocia agonistica fuori dal comune fin dai primi metri dell’Hahnenkamm. Franzoni ha sciato con linee quasi impossibili nella Mausefalle, mantenendo una velocità d’uscita che gli ha permesso di guadagnare centesimi preziosi su ogni intertempo successivo. Al traguardo il cronometro ha certificato il suo primato davanti al fuoriclasse svizzero Marco Odermatt, che si è dovuto inchinare per una manciata di centesimi al talento cristallino del ragazzo bresciano. A completare il trionfo dell’Italia ci ha pensato uno straordinario Florian Schieder, capace di agguantare il terzo gradino del podio con una prova di grande solidità.

La vittoria e il pianto liberatorio

Appena superata la linea d’arrivo, l’emozione ha travolto il vincitore che si è lasciato andare a un pianto liberatorio sotto gli occhi dei tifosi festanti. Il pensiero del campione è volato immediatamente a una figura fondamentale per la sua crescita umana e professionale, segnando il momento più toccante dell’intera giornata sportiva. Le telecamere hanno indugiato a lungo sul volto rigato dalle lacrime di Giovanni, mentre i compagni di squadra correvano ad abbracciarlo per celebrare un successo che l’Italia attendeva da anni su questa pista.

Nelle interviste di rito il giovane azzurro ha faticato a trovare le parole per descrivere la tempesta di sentimenti che stava provando in quel momento. “In ogni curva e in ogni salto sentivo una spinta speciale dentro di me perché pensavo costantemente a Franzoso”, ha dichiarato con la voce ancora rotta dall’emozione davanti ai giornalisti. Ha poi aggiunto che questa vittoria appartiene a chi ha sempre creduto in lui anche nei momenti più bui della sua carriera agonistica.

Franzoni sembrava possedere una calma quasi soprannaturale durante il riscaldamento, nonostante la pressione di uno stadio completamente sold out da diverse settimane. Questa domenica di gennaio resterà scolpita nella memoria degli appassionati che hanno assistito alla definitiva consacrazione di un atleta destinato a grandi traguardi. La Streif ha eletto il suo nuovo re e il tricolore che sventola sul podio più prestigioso del circo bianco rappresenta il coronamento di un sogno iniziato anni fa. 

Dario Lessa

Leggi anche: Australian Open: Sinner, Musetti e Darderi conquistano gli ottavi sotto un sole cocente